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16/06/2020

«No ai commissari per far completare la Grosseto-Fano Rischi di illegalità»

Il Tirreno - lina senserini

Il sindacato boccia l'ipotesi di bypassare le procedure L'Anas replica: «Gli appalti procedono regolarmente» fillea cgil toscana
GROSSETO«No ai commissari per portare a termine i lavori della Grosseto-Fano. Il Codice Appalti ha già in sé tutte le procedure necessarie di semplificazione e di accelerazione».Arriva dalla Fillea Cgil Toscana l'allarme sul futuro dei cantieri della strada E 78, chiamata anche Due Mari, poiché collega il Tirreno con l'Adriatico, e Grosseto-Siena nel tratto toscano. «Da giorni continuiamo a leggere sui giornali l'invocazione da politici e sindaci alla nomina di commissari su modello Ponte Morandi», scrive il sindacato. «Crediamo che affermare la necessità di ricorrere ad escamotage e deroghe per portare a termine le opere mostri l'idea che per velocizzare le procedure si debba passare dalla sospensione delle norme. Tra l'altro i motivi dei ritardi della Grosseto-Fano sono ben noti a tutti, dalla capacità di progettazione prima, di intervento in opera poi».Il timore è che bypassare le procedure ordinarie ricorrendo al commissario possa creare "occasioni" di illegalità, «in un Paese in cui il tasso di lavoro nero è il più alto, dove si riscontrano fenomeni di infiltrazioni malavitose e caporalato», scrive la Fillea Cgil, invitando la politica a tenere alta la guardia. Il principale collo di bottiglia, secondo il sindacato, risiede in stazioni appaltanti pubbliche non informatizzate, troppe per numero, con pochi tecnici e progettisti, ma «se si vogliono introdurre termini più stringenti per il silenzio assenso e figure di facilitazione, siamo pronti a discuterne», conclude. Sull'ipotesi del commissariamento arriva anche la secca smentita dall'Anas, dato che per i lotti mancanti nel tratto toscano, le procedure per gli appalti proseguono regolarmente con i tempi che l'iter burocratico richiede, così come va avanti il percorso per l'apertura dei cantieri. «Peraltro non ha alcun senso fare un paragone con il Ponte Morandi di Genova», spiega l'Anas. «In quel caso infatti si interveniva nella ricostruzione sullo stesso posto, dopo un crollo e in piena emergenza, mentre nel caso della Due Mari, si tratta di una realizzazione ex novo, con procedure obbligate da seguire, tra cui gli espropri, il confronto con le istituzioni locali e gli enti competenti. Certamente c'è urgenza di finire i lavori - conclude l'Anas - è nell'interesse di tutti portare a compimento quest'opera strategica quanto prima». Lo stato dell'arte dei tre lotti ancora a due corsie - il 4 tra Civitella e Lampugnano, il 9 tra il viadotto delle Potatine e Orgia, in provincia di Siena, cui si aggiunge l'adeguamento della galleria di Casal di Pari - è fermo a gennaio, poco prima che il Covid calasse la scure anche sui cantieri per le opere pubbliche, ma, assicurano all'Anas, procedure e lavori stanno ripartendo. Quindi, a breve potrebbero essere aperti i cantieri del lotto 4 dopo l'affidamento al raggruppamento temporaneo di imprese Itinere Spa, a seguito del fallimento della Carena spa di Genova che in prima battuta si era aggiudicata l'appalto. Nel 2018, la Itinere aveva presentato ricorso al Tar poiché la vincitrice era sottoposta a "concordato con continuità aziendale". Ricorso bocciato dal Tar, accolto dal Consiglio di stato e arrivato alla Corte costituzionale. Due anni di fermo e la situazione sbloccata perché la storica azienda genovese è fallita. Per quanto riguarda la galleria di Casale di Pari, la progettazione esecutiva è conclusa e si prevede che i lavori vadano a gara in questo primo semestre del 2020. Stessa situazione e tempi anche per il lotto 9 per il quale si prevede la gara di appalto gara nei prossimi mesi. --lina senserini