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19/09/2020

NIENTE DA FARE, ASPIRANTI AVVOCATI: L’ESAME NON CAMBIA

Il Riformista - Francesca Sabella

LA TUTELA DEI DIRITTI
Il bando del Ministero conferma le tre prove scritte e quella orale. I praticanti sul piede di guerra: un solo test è più che sufficiente, ma a Roma non ascoltano
«Non pensavamo si potesse riformare tutto l'esame di avvocato in tempi brevi, ma certamente ci aspettavamo qualcosa in più, soprattutto in considerazione di un momento storico particolare come questo. Noi abbiamo chiesto al governo un esame più attuale, più snello e veloce, con un un'unica prova scritta che vada a sostituire le classiche tre attuali e un esame orale basato sulla conoscenza dell'ordinamento forense, del diritto processuale e sostanziale». Claudia Majolo, presidete Upavv, commenta così il l'uscita del bando per coloro che aspirano a indossare la toga. Dal 15 al 17 dicembre 25mila candidati sosterranno la prima prova scritta dell'esame, il regolamento ne prevede tre che vertono sui temi formulati dal Ministero della Giustizia. Hanno per oggetto la redazione di un parere motivato, da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice civile; la redazione di un parere motivato, da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice penale; la redazione di un atto giudiziario su un quesito proposto in materia scelta dal candidato tra diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo. Ma perché sarebbe fondamentale l'inserimento di un'unica prova scritta? «Perché questo consentirebbe alle commissioni di correggere e quindi comunicare gli esiti dell'esame in tempi brevi - spiega Majolo - Si arriverebbe prima all'esame orale e, dunque, si saprebbe prima anche l'esito fi nale dell'esame». L'ultimo bando ha dato esiti catastrofi ci: il 70% dei candidati partenopei è stato bocciato. Benché non ci si aspettasse una percentuale altissima di ammessi agli orali, la realtà è stata ben peggiore delle aspettative. La percentuale di Napoli, corretta della Corte d'Appello di Milano, è tra le più basse d'Italia: se il dato nazionale complessivo fa registrare circa il 42% degli ammessi all'orale, a Napoli si tocca appena il 30. Una situazione che aveva posto l'accento sulla necessità di cambiare criteri e modalità dell'esame, ma a quanto pare nulla è cambiato: il nuovo bando 2020 è del tutto identico a quelli precedenti. Insomma, bando nuovo e normativa vecchia che va ad aggiungersi ai problemi dovuti all'emergenza Covid. «In settimana è uscito il bando e il ministro ha annunciato che entro il 27 novembre saranno rese note le modalità attraverso le quali si sosterrà l'esame e quali protocolli anti-Covid saranno adottati», dice Majolo. Il bando, all'articolo 8, prevede infatti che saranno individuate le misure disciplinanti l'accesso e la permanenza alle sedi concorsuali al fi ne di garantire il rispetto delle vigenti disposizioni volte a prevenire il contagio. Forse, però, «sarebbe stato preferibile saperlo adesso soprattutto considerando gli oggettivi problemi riscontrati dai candidati affetti da diverse patologie mediche. L'esame, soprattutto nelle Corti d'Appello più grandi, rischia di trasformarsi in un enorme focolaio, un vero e proprio viatico di contagi». La domanda di partecipazione dovrà essere inviata in via telematica entro e non oltre l'11 novembre 2020, ma secondo Majolo sarebbe stato più corretto comunicare prima le modalità di svolgimento dell'esame: «Prima ancora di inviare la domanda di partecipazione con i relativi pagamenti, i candidati meritano di essere rassicurati dal Governo» conclude la presidente dell'Upavv.