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02/06/2019

Niente acqua e brioches a scuola da 8 mesi mancano i distributori

Messaggero Veneto - Elisa Michellut

Appello di alunni, genitori e prof dell'Iiss al preside: raccolte oltre mille firme Tolti alla scadenza del contratto. Gli studenti: servono, l'acqua non è potabile cervignano
Elisa Michellut CERVIGNANO. Da quasi un anno non possono più usufruire dei distributori automatici. Studenti, genitori e insegnanti dell'Iiss Bassa friulana insorgono. Tre le petizioni partite, oltre 1.100 le firme raccolte. La richiesta di poter riavere i distributori automatici, visto che al liceo Einstein, riferiscono gli studenti, l'acqua non è potabile, è stata indirizzata al dirigente scolastico, Adriano Degiglio e, tra gli altri, anche al sindaco di Cervignano, Gianluigi Savino, e al direttore dell'azienda sanitaria. «Volevamo dimostrare - scrivono le classi seconda QLSA e seconda RLSA del liceo Einstein - la nostra disapprovazione riguardo la rimozione dei distributori automatici. Per questo motivo, con l'aiuto del professor Julius Fabbri abbiamo raccolto una petizione di oltre 1.000 firme. Se non fosse possibile riavere le macchinette, chiediamo almeno di concederci i distributori d'acqua, visto che l'acqua del liceo non è potabile». Non è stato possibile parlare con il dirigente scolastico, contattato più volte dal nostro quotidiano tramite mail e anche al telefono. Il professor Fabbri spiega l'accaduto. «Nel mese di agosto 2018, alla scadenza del contratto con i gestori, il dirigente ha deciso di togliere i distributori. A settembre, senza alcuna spiegazione, le macchinette non c'erano più. Al liceo di Cervignano, peraltro, l'acqua non è potabile e questo implica uno stato di necessità. Noi sosteniamo che siano stati violati i diritti acquisiti nel corso degli anni. I distributori sono sempre stati a scuola, da oltre dieci anni. Il motivo, ufficialmente, è un palleggio di responsabilità tra Uti centrale e la scuola. Il dirigente sostiene che deve esserci una concessione da parte dell'Uti mentre l'Uti dice che deve occuparsene la scuola».Il professore è comprensibilmente amareggiato. «Secondo il dirigente - le sue parole - manca una persona che abbia competenza per scrivere l'apposito bando. Nel mese di agosto 2018, tuttavia, era ancora in vigore il codice degli appalti e sarebbe stato possibile confermare il servizio almeno per altri 8 mesi. Oggi le lezioni sono terminate e i ragazzi non hanno avuto ancora risposte alle loro richieste. Il consiglio d'istituto, peraltro, è stato informato soltanto in via informale». Il professore fa sapere che attualmente sono state raccolte quasi 1200 firme, con tre diverse petizioni: una on line ( www.change.org, cercando "ripristino macchinette") da parte di alunni e genitori, e due cartacee, una che raccoglie le firme dei docenti e del personale Ata e una che riporta solo le firme degli alunni. «Chi lo desidera - ricorda Fabbri - può ancora firmare. Possono farlo anche i cittadini che desiderano sostenere la nostra richiesta». Il sindaco, Gianluigi Savino, che non nasconde il dispiacere per l'accaduto, commenta: «La richiesta, che provvederemo a inoltrare a chi di dovere, deve essere indirizzata all'Uti centrale, competente per quanto concerne la gestione degli istituti scolastici superiori di questo territorio». --