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17/06/2021

Nessuno vuole le palazzine Liberty occupate

Libero - MATTEO LEGNANI

Il bando del Comune è andato deserto
Negli ex uffici del macello comunale in viale Molise ci sono abusivi e un centro sociale. Risultato: zero offerte dai privati
■ Nessuno vuole le palazzine liberty dell'ex macello di viale Molise. La notizia è stata fatta trapelare dalla consigliera del Municipio 4 Stefania Aleni, di Italia Viva, ed è stata rilanciata da alcuni esponenti del Municipio, tra i quali il presidente Paolo Bassi e il consigliere Alessandro Verri, entrambi della Lega. «I 4-5 soggetti che si erano fatti avanti nella prima fase del bando, a metà 2020, si sono tirati indietro e il bando è andato deserto. Va detto che i 30 anni previsti per la concessione sono piuttosto pochi, che il bando conteneva criteri molto stringenti sui temi ambientali, ma certo le condizioni fatiscenti delle palazzine e le occupazioni abusive non hanno aiutato. Persino le visite all'interno degli edifici, in occasione dei sopralluoghi, non sono state possibili» spiega la consigliera di Italia Viva. Gli ex uffici del Macello comunale, costruiti negli anni Trenta e di indubbio pregio architettonico, erano stati inseriti nel bando europeo Reinventing Cities, progetto il cui fine è la rinascita di zone in disuso delle città aderenti al gruppo C40, attraverso investimenti privati. Che non arriveranno per il recupero degli oltre 12mila metri quadrati dell'area delle palazzine. «Una notizia che, evidentemente, provoca sconforto - commenta Bassi anche se un diverso esito del bando ci avrebbe lasciati sorpresi». Il perchè è presto detto: le palazzine, come raccontano da anni le cronache, sono occupate in parte da sbandati e senza tetto e in parte dal centro sociale del Collettivo Macao. E chi poteva volerlo, un posto del genere? «Se voi aveste qualche milione di euro da investire chiede provocatoriamente Bassi - lo spendereste per comprare una casa occupata sapendo che l'inquilino che c'è dentro non se ne vuole andare?». CONDIZIONI DISASTROSE E il problema non sono solo gli occupanti abusivi: «La mancata manutenzione, anche minima, da parte del Comune, ha reso gli spazi talmente deteriorati che oggi le spese di riqualificazione delle strutture sarebbero altissime» attacca il consigliere leghista Alessandro Verri. «Siamo di fronte a un vero scempio creato dalle due amministrazioni di sinistra, quella Pisapia prima e Sala poi, che hanno lasciato andare in malora un bene dei milanesi, che loro dovrebbero curare come farebbe un bravo amministratore di condominio, e del quale si sono invece totalmente disinteressati». Il Municipio 4, che è uno dei quattro (su nove) con una maggioranza di centrodestra, ha più volte negli anni segnalato il crescente degrado degli edifici e auspicato che il Comune richiedesse l'intervento della forza pubblica per far allontanare gli abusivi. «Abbiamo fatto spralluoghi, presidi, abbiamo scritto lettere all'amministrazione comunale, che ha ammesso quanto sia deteriorata la situazione delle palazzine e dell'area e che, di recente, ha provato persino a lanciare la palla nel campo di Sogemi, la società dei mercati all'ingrosso milanesi che è proprietaria dell'ex macello. Ma Sogemi ha ribattuto che loro fanno già attività di guardiania, ma oltre non possono spingersi. E in questi ultimi anni non ci risulta che l'amministrazione comunale abbia invocato l'intervento del prefetto per far sgomberare gli edifici» riferisce Bassi. Un intervento, per la verità, qualche mese fa era stato effettuato, con l'allontanamento dei senzatetto, per lo più immigrati clandestini. I quali nel giro di 48 ore, avevano rioccupato alcuni dei locali. IL "CASO MACAO" Nulla è stato fatto, invece, in merito all'abusivismo del centro sociale Macao, che pur compare, dove si parla di «una palazzina occupata senza titolo», persino nel documento ufficiale di Reinventing Cities. E lì il problema è essenzialmente politico, legato cioè alle "simpatie" di cui il collettivo Macao gode all'interno di una parte della maggioranza di sinistra che sostiene il sindaco Giuseppe Sala. «La verità è che il Comune da anni sta facendo "melina" per fare in modo che le palazzine liberty di viale Molise continuino ad essere il giocattolo del centro sociale Macao, che lì, almeno fino al Covid, ha fatto bei soldi con le serate di musica, bevande, cibo, senza naturalmente pagare un euro di diritti Siae o di tasse sostiene il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Fabrizio De Pasquale. «La vendita è tutta una finta, nel senso che non si sono create, apposta, le condizioni perchè gli immobili fossero appetibili per dei privati, creando un danno erariale grave alla città in termini di mancati introiti dalla loro vendita e di deterioramento delle loro condizioni». E adesso? «Adesso il Comune dovrà percorrere altre strade - spiega la consigliera Alei - anche perchè le aree dell'ex Macello, che sta dietro le palazzine, verranno recuperate avendo ricevuto offerte da privati per la loro acquisizione, e l'abbandono delle palazzine liberty diventerà, se possibile, ancora più incomprensibile».

Foto: Le palazzine Liberty, risalenti agli anni Trenta, ospitavano gli uffici di amministrazione del macello comunale