scarica l'app
MENU
Chiudi
10/03/2020

Nessuno vuole i soldi del Comune Commercianti, il bando va deserto

Corriere Adriatico

I fondi messi a disposizione di chi ha chiuso i battenti da 6 mesi: termini posticipati a settembre
IL BANDO
PORTO SAN GIORGIO Il bando inerente le agevolazioni per gli esercizi commerciali è andato deserto. I funzionari degli uffici incaricati hanno dichiarato di non aver ricevuto alcuna domanda. Agevolazioni fiscali delle quali nessuno ha chiesto di beneficiare. Così, quella che sarebbe dovuta essere una boccata d'aria per l'economia locale, si è rivelata purtroppo un'occasione persa. Il bando sarebbe dovuto servire ad istituire un fondo, nel bilancio del comune di Porto San Giorgio, rivolto agli esercizi commerciali chiusi da almeno 6 mesi e all'ampliamento della superficie dei locali in attività già esistenti sul territorio comunale.
Il modello
Il modello per inoltrare la domanda, entro il 28 febbraio, era scaricabile dal sito dell'ente. Vista la mancata adesione, la scadenza è stata spostata a settembre, nella speranza che nel frattempo qualcuno ne voglia approfittare. Il regolamento, approvato con delibera numero 77 del 19 dicembre 2019 e in vigore a partire dal primo gennaio, mirava all'applicazione delle agevolazioni per la promozione dell'economia locale e si rivolgeva ad attività commerciali, artigianali e di servizi. Le opzioni da prendere in considerazione erano due, la riapertura di un'attività precedente o l'ampliamento. La domanda era da presentare tramite pec e sarebbero state ammesse alla domanda per agevolazioni gli esercizi operanti nei seguenti settori: artigianato, turismo, fornitura di servizi per la tutela dell'ambiente, servizi per la fruizione di beni culturali e del tempo libero, commercio al dettaglio compresa la somministrazione di alimenti e bevande al pubblico. Erano esclusi dalle domande gli esercizi di compro oro, sale scommesse e sale per il gioco d'azzardo. L'agevolazione consisteva in un contributo nell'anno di riapertura o di ampliamento e per i tre anni successivi. Nell'ipotesi di riapertura, come riportato nel regolamento, il contributo sarebbe stato pari al 100% dell'imposta municipale propria, del tributo per servizi indivisibili, della tassa sui rifiuti versati nell'esercizio precedente e nella misura del 50% dei tributi sull'occupazione di suolo pubblico e sull'imposta di pubblicità dell'esercizio precedente. Invece, nell'ipotesi di ampliamento, il contributo sarebbe pari al 50% dell'imposta municipale propria, del tributo dei servizi indivisibili, della tassa sui rifiuti versati nell'esercizio precedente e della misura del 25% dei tributi sull'occupazione di suolo pubblico e dell'imposta di pubblicità sempre versati nell'esercizio precedente.
Le previsioni
Stando a quanto sostenevano i commercianti, bene o male erano quasi tutti in fase di ristrutturazione. Tra l'altro, saranno diversi i negozi che dopo i saldi, chiuderanno approfittando del mese di febbraio per fare rinnovi ma non rientrando nei criteri non hanno potuto inoltrare la domanda. Come previsto, l'ente comunale si è preoccupato di emettere il bando, rivolto a tutti i comuni fino a 20 mila abitanti. Forse, a rivelarsi non azzeccato è il presupposto delle riaperture e degli ampliamenti, tanto che di fatto non vi è stata nessuna adesione. Presso l'ufficio tributi non è arrivato altro che qualche telefonata per la richiesta di informazioni che non si è tradotta in una domanda protocollata.
Serena Murri
© RIPRODUZIONE RISERVATA