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17/12/2018

Nessuno pagherà per il Felettino mai costruito

Il Secolo XIX

LA SENTENZA DI CASSAZIONE
L'ospedale "saltò" per un errore nella definizione della commissione di gara. I giudici negano risarcimento ai costruttori
Sondra Coggio / LA SPEZIA Nessuno pagher à per la mancata costruzione del nuovo Felettino. Non quello che forse vedr à la luce fra qualche anno. Quello del 2004, che salt ò - a lavori gi à appaltati - per un grave errore formale della definizione della commissione di gara. Gli spezzini persero l'ospedale per l'errata designazione del presidente. La politica non indag ò e non si assunse responsabilit à . Ora - a distanza di 14 anni - la legge ha stabilito che i costruttori non abbiano diritto ad alcun risarcimento dalla Asl5, contro cui avevano fatto causa: perch é - nonostante l'impugnazione della gara da parte delle societ à concorrenti - aveva voluto l'esecuzione del contratto. La sentenza di Cassazione conferma il pronunciamento del tribunale della Spezia e della Corte d'Appello di Genova. I privati hanno lamentato che la Asl avesse « insistito » per perfezionare il contratto, e per avere la consegna del progetto definitivo. Secondo i giudici, la sanit à spezzina fu « incolpevole » , nel far andare avanti il contratto. Per cui i privati dovranno anche accollarsi le spese di lite, risarcendo 13.200 euro alla Asl e 10.200 alle assicurazioni. A vincere la gara del Felettino bis, e a firmare l'atto di intesa successivo alla delibera 1133 del 15 ottobre 2004, era stato il raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Bonatti di Parma e Gemmo Impianti di Vicenza. Il direttore generale della Asl5 era Gabriele Guadagni. L'architetto Maurizio Giufr é , della Bonatti, annunci ò che in un anno sarebbe stata pronta la progettazione esecutiva. Tre anni dopo si sarebbe inaugurato. Impugnarono al Tar la Cmb di Carpi, capofila di una cordata con la Nino Ferrari, la Manfredi di Castelnuovo, la Aster di Cinisello , Italia Servizi Integrati e Pirelli e & C di Milano, e la cordata capeggiata dalla Techint di Milano con la spezzina Centrogas e Carlo Agnese, Manutencoop di Bologna e Csc di Bergamo. L'appalto ammontava a 83 milioni di euro di cui 40 milioni e mezzo di finanziamento pubblico. Il resto l'avrebbero anticipato i costruttori, recuperando poi il capitale attraverso la gestione dei servizi. Assessore regionale all'edilizia era Luigi Morgillo, governatore Sandro Biasotti. Il sindaco era Giorgio Pagano, l'assessore alla Sanit à Massimo Federici. Il nuovo Felettino sembrava cosa fatta. Vince invece il ricorso la Techint, con una delle 17 contestazioni. La commissione giudicatrice non poteva per legge essere affidata in presidenza a Francesco Guiducci, segretario della giunta regionale. Doveva presiedere un dirigente della Asl. L'errore travolse irrimediabilmente « in via derivata tutta la procedura a valle » . Fu annullata la gara. Comune e Regione, e Asl, ricorsero al Consiglio di Stato. E persero. L'appello cost ò una marea di soldi. Uno stuolo di avvocati, una corazzata. Lo affront ò la successiva amministrazione regionale. Al centrodestra subentr ò la sinistra. Claudio Burlando fu eletto presidente con il 52.6% dei voti. Anche alla direzione dell'azienda sanitaria spezzina, di conseguenza, entr ò un direttore nuovo, Malucelli gi à ai vertici della Lega nazionale delle cooperative e mutue. Il nuovo ospedale modello, che avrebbe dovuto aprire nuove frontiere per il progetto di finanza nella sanit à pubblica, era stato colpito e affondato da uno svarione istituzionale. - coggio@ilsecoloxix.it c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Foto: Il cantiere del Felettino

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