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19/10/2018

«Nessuna gara pubblica lavori affidati ai soliti amici»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

LAGONEGRO LA PROCURA IPOTIZZA IL REATO DI ABUSO D'UFFICIO E FALSO. COINVOLTI ANCHE ALTRI COMUNI. I NOMI DI TUTTI GLI INDAGATI E IL TEOREMA ACCUSATORIO
L'accusa alla base dei dieci avvisi di conclusione indagini
PINO PERCIANTE l Nessun bando, nessuna gara pubblica, ma lavori affidati sempre alla stessa azienda. In barba alle norme sulla concorrenza e la trasparenza. Ne sono convinti il pubblico ministero di Lagonegro, Francesco Greco (attualmente fa le funzioni di procuratore) e i carabinieri che in queste ore hanno notificato dieci avvisi di conclusione indagini ad altrettanti indagati (tra cui figurano due tecnici comunali e un imprenditore edile) per ipotesi di reato che vanno dall'abuso di ufficio alla turbata libertà degli incanti e al falso. A guidare questa «combriccola» è il responsabile dell'area tecnica del comune di Trecchina, Nicola Cresci, di 61 anni, che nelle sue funzioni di responsabile unico del procedimento (Rup), avrebbe dribblato le regole, affidando gli appalti a trattativa diretta, a quello che investigatori e inquirenti ritengono sia un imprenditore «amico», vale a dire Angelo Mastroianni, 47 anni, di Lagonegro. Oltre a loro due, i destinatari dell'avviso di conclusione indagine sono gli ingegneri Antonio Senise, 50 anni, di Vaglio, Angelo Patti, 67 anni di Matera (ex responsabile tecnico dell'area programma Lagonegrese - Pollino), Nicola Anania, 56 anni, di Nemoli, responsabile dell'area tecnica del Comune, Giuseppe Montesano, 45 anni, di Trecchina e Giovanni Maurone, 49 anni di Rivello. La lista poi comprende anche il geologo Pompeo Limongi, 56 anni, di Maratea, l'architetto Gaetano Iannini, 47 anni di Maratea e Giuseppe Giordano, 52 anni, di Trecchina. Sotto la lente degli inquirenti sono finiti l'appalto per i lavori di adeguamento e messa in sicurezza della scuola media di Trecchina, il completamento del palazzetto dello sport di Castelluccio Inferiore e l'ade guamento e la messa in sicurezza della strada comunale Nemoli - Lago Sirino. Nelle indagini sono indicati due trucchetti, semplici e banali, utilizzati per aggirare le norme sugli appalti. Nel caso della scuola media di Trecchina, per esempio, Cresci avrebbe messo in atto, «su istigazione di Mastroianni», come si legge nell'avviso di conclusione indagine, il sistema della «spezzatino». I lavori sarebbero stati, infatti, frazionati in due micro-appalti, entrambi al di sotto della soglia dei 500mila euro (uno di quasi 400 mila euro uno di 496 mila euro )e dunque affidabili in via diretta e senza necessità di gara. In questo modo, l'azienda avrebbe ottenuto il lavoro, senza neanche doversi prendere il disturbo di confrontarsi con altre ditte. La conclusione della Procura è secca: mancato rispetto delle regole sui contratti pubblici. Cresci «così operando - si legge nell'atto della Procura - sottraeva l'originario ed unitario appalto alla obbligatoria procedura concorsuale aperta così come imposta dall'articolo 55 del codice dei contratti per tutti i contratti di valore superiore al limite di 500 mila euro per ricondurre, attraverso il citato frazionamento, alla procedura negoziata». E quindi «procurare intenzionalmente a Mastroianni un ingiusto vantaggio patrimoniale consistito nell'aggiudicazione di entrambe le procedure di gara per un importo complessivo pari a 895. 895,71 euro». Il verdetto pesa e arriva al termine di una lunga inchiesta durata tre anni. Partita sulla base di alcuni esposti anonimi, è arrivata a dama in questi giorni dopo una capillare attività investigativa condotta dai carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Lagonegro.

Foto: PALAZZO DI GIUSTIZIA Il tribunale di Lagonegro


Foto: COMUNE


Foto: Alla guida della «combriccola» Nicola Cresci di Trecchina

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