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26/05/2021

«Nessuna emergenza migranti I posti sono per chi è già qui»

L'Arena di Verona

IL CASO La Prefettura ha indetto la gara per ospitare 1.200 profughi e Sboarina aveva lanciato l'allarme sicurezza
Il Coordinamento tra enti e coop che gestiscono l'accoglienza risponde al sindaco: «Nel bando previste regole più stringenti»
«L'accoglienza sul territorio veronese non sta affrontando nessun tipo di emergenza». Il giorno dopo la dura presa di posizione del sindaco Federico Sboarina in merito ai nuovi bandi indetti dalla Prefettura per la ricerca di 1.200 posti per richiedenti protezione internazionale, interviene il tavolo di coordinamento degli enti che gestiscono l'accoglienza in città e provincia.«I numeri delle persone accolte sono in costante calo», affermano in una nota congiunta i rappresentanti di Aquiloni, Across, Albanuova, Famiglia Felice, Joy, Milonga, Multiforme, San Francesco, Spazio Aperto, Stella, Un mondo di Gioia, Valpolicella servizi, Versoprobo e Virtus, «e nell'ultimo anno», sottolineano, «molte persone hanno lasciato le strutture di accoglienza dopo aver ricevuto il permesso di soggiorno. Per comprendere la richiesta di posti da parte della Prefettura», aggiungono, «è sufficiente paragonare questi numeri a quelli del 2019: nel bando di due anni fa erano richiesti 1.900 posti (1.200 in appartamenti, 400 posti in centri collettivi fino a 50 posti, 225 posti in centri collettivi sopra i 50 posti e infine 80 posti in centri di proprietà demaniale). Ora, nel 2021», mette in evidenza il Coordinamento degli enti che si occupano dell'accoglienza, «i posti richiesti sono 1.200 totali, vale a dire: 950 in appartamenti, 150 in centri collettivi sotto i 50 posti totali e 100 in un centro collettivo da 51 a 100 posti totali». Le persone attualmente presenti nei centri di accoglienza sul territorio veronese, fanno quindi sapere, «sono 1.192, a fronte delle 1.720 presenti nel 2019». Informato sui nuovi bandi di gara, Sboarina aveva fatto sapere di avere esposto le proprie preoccupazioni al prefetto Donato Cafagna. «Ci sarà condivisione nelle scelte, oltre alla garanzia che non verrà calata nei quartieri nessuna zona franca con concentrazioni di migranti», aveva commentato dopo il colloquio. «Verona», aveva quindi dichiarato il sindaco, «non diventerà il rifugio dei nuovi flussi e anche se saremo obbligati ad accogliere le quote ordinate dal Governo, lo faremo alla maniera veneta, con rigore e pugno di ferro».Il tavolo di coordinamento di associazioni e cooperative sociali vuole però lanciare un messaggio rassicurante. «Crediamo sia evidente, dai dati che abbiamo illustrato, che la Prefettura e il ministero non prevedano nessun massiccio arrivo sulla nostra provincia, ma semplicemente hanno il dovere di ripetere le procedure di gara che scadono ogni 24 mesi: il nuovo bando cerca infatti sistemazione per i 1.192 richiedenti asilo già presenti sul territorio, con un discostamento di posti nuovi pari a otto unità su 1.200 posti». Quanto all'allarme per la sicurezza lanciato dal sindaco e anche da forze politiche di maggioranza, soprattutto Fratelli d'Italia, si precisa che nel nuovo bando «sono state inserite regole più stringenti sulla qualità dell'accoglienza: le strutture devono rispettare una metratura minima per ogni persona, è richiesto più personale nelle strutture, viene reinserita la necessità di corsi di lingua italiana e di percorsi di orientamento del territorio». E concludono: «Questo bando per il territorio non significa nuovi arrivi, significa invece qualità più alta di accoglienza delle persone che sono già qui. Questo miglioramento sul territorio si traduce in più vigilanza, controlli più efficaci delle strutture e attivazione di progetti di integrazione». .