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29/05/2021

Nell’interesse del paese le polemiche sul Codice degli appalti non dovrebbero ispirarsi a pregiudizi ideologici ma legarsi solo ai fatti

ItaliaOggi - MASSIMO FRONTONI

Nell'intervento di martedì 25 maggio, Domenico Cacopardo, con la consueta lucidità, stronca gli alti lai di coloro che, pur a fronte della necessità di tradurre in cantieri gli obiettivi del Pnrr arrivano a definire «criminogeno» il criterio di aggiudicazione del massimo ribasso. Senza voler entrare nel merito della migliore efficienza complessiva dell'uno o altro criterio di aggiudicazione, che potrà formare oggetto di contributi nella stesura della prossima legge delega, è utile rammentare alcuni autorevoli precedenti in tema, che possono giovare in una fase storica che richiede, in primis, tempi certi e ridotti. L'art. 21 della legge 109/94, la c.d. Legge Merloni, emanata nell'immediato post Tangentopoli, prevedeva come criterio ordinario di aggiudicazione il prezzo più basso e relegava il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa nel caso di appalti di importo superiore alla soglia comunitaria in cui, per la prevalenza della componente tecnologica o per la particolare rilevanza tecnica delle possibili soluzioni progettuali, si ritenesse possibile che la progettazione potesse essere utilmente migliorata con le integrazioni tecniche proposte. Lo stesso criterio dell' l'offerta economicamente più vantaggiosa (Oeov) prevede, anche nell'attuale codice degli appalti, una componente prezzo la cui incidenza, nel cd. I° Correttivo» (D.lgs. n. 56/2017), era stata fi ssata in misura pari al 30% del complessivo punteggio attribuibile. Questo limite è stato, poi, rimosso, dall'art. 1, comma 1, lett. s) sub 3) del Dl n. 32/2019 (c.d. «Sblocca-cantieri») in conseguenza dell'Atto di segnalazione dell' Agcm n. 1422 del 18 agosto 2017. Ad avviso dell'Agcm, la scelta di prevedere una soglia massima del 30% per l'attribuzione del punteggio economico limitava «eccessivamente e ingiustifi catamente la valorizzazione dell'offerta economica, ... conferendo allo stesso tempo un'ampia discrezionalità alle stazioni appaltanti nella valutazione delle offerte tecniche, con possibile pregiudizio al corretto ed effi ciente svolgimento della gara e ad una adeguata concorrenza di prezzo tra gli operatori.». Due, quindi, le critiche dell'Agcm: ampia discrezionalità alle stazioni appatanti con possibile pregiudizio del perseguimento dell'interesse pubblico e mancanza di adeguata concorrenza sul lato prezzo. Se due indizi fanno una prova, sia l'impianto della Legge Merloni, in risposta al fenomeno di Tangentopoli, sia le considerazioni dell'Agcm in punto di tutela della concorrenza, portano a non demonizzare, con formule evocative ma prive di base giuridica, il ricorso al criterio del prezzo più basso in una fase che è, necessariamente, emergenziale e ristretta in un arco temporale di un quinquennio. Sono scelte che spettano al legislatore, criticabili o condivisibili ma, appunto come ben illustra Cacopardo, certamente non criminogene. Né, da ultimo, il criterio di aggiudicazione ha diretta rilevanza sull'altro rischio egualmente paventato, ovvero una asserita più agevole infi ltrazione mafi osa. A parte che già il dl. 76, convertito in legge 120/2020, allorché consente ampie deroghe alla legislazione ordinaria, fa espressamente salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, il contrasto delle infi ltrazioni mafi ose passa per una stringente controllo, in fase esecutiva, dei fl ussi fi nanziari, a partire dalla tracciabilità per addivenire al monitoraggio fi nanziario dell'intera fi liera, sul modello Comitato di Coordinamento per l'Alta Sorveglianza delle Grandi Opere (Ccasgo) per le grandi opere: temi su cui si registra, invece, un pericoloso silenzio. In conclusione, è auspicabile che il dibattito in corso sulla cornice giuridica delle opere previste nel Pnrr si spogli degli assunti di matrice ideologica, non più accettabili alla luce della grande missione che attende l'intero Paese. * Massimo Frontoni Avvocati © Riproduzione riservata