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27/11/2019

«Nella Legge di Bilancio si vede troppo poca crescita »

Avvenire

MOVIMENTO CRISTIANO LAVORATORI
Costalli: «Indispensabili lo sblocco degli investimenti pubblici, un taglio consistente al cuneo fiscale, la revisione del codice degli appalti». La rivoluzione? «Spendere meno, e meglio, rimodulare il debito e abbassare la pressione fiscale»
on il presidente del Mcl, Carlo Costalli, abbiamo parlato della legge di bilancio, di giovani e formazione e della sua partecipazione al Congresso del Ppe. A fine anno verrà approvato il testo della legge di bilancio del governo giallorosso, cosa ne pensa? La legge di bilancio è inutile per il rilancio del Paese, serve solo al suo «galleggiamento». Non sono stati toccati gli sprechi, crescono la spesa e il debito e aumenta pure la pressione fiscale. L'Italia è il Paese che cresce meno in Europa, che con più fatica riesce a recuperare il terreno perduto finora. Dobbiamo assolutamente tornare a crescere dopo una fase così negativa. Sul piano della crescita, invece, si vede troppo poco: adesso sono indispensabili lo sblocco degli investimenti pubblici fermati dai lacciuoli della burocrazia e dall'inconcludenza della politica, un cuneo fiscale consistente, la revisione del codice degli appalti: tutte promesse fatte più volte e mai mantenute. È necessario anche incidere sul piano della spesa, aumentata ancora in modo esagerato negli ultimi anni; mentre è urgente una rimodulazione del debito pubblico, perché il suo aumento è un vero e proprio schiaffo alle nuove generazioni. Calati gli interessi, dopo la tempesta dei mesi scorsi, è fondamentale mettere in sicurezza il Paese da un debito che deve assolutamente preoccupare: è il debito che va rimodulato, non le aliquote Iva. Certo sono temi che non vanno di moda, ma la vera rivoluzione sarebbe spendere meno, e meglio, rimodulare il debito e abbassare davvero la pressione fiscale. Un ulteriore aumento delle tasse non troverà mai il nostro consenso. Una manovra espansiva deve prevedere tagli alle spese accompagnati dalla riduzione delle tasse: solo così si può favorire la ripresa e, conseguentemente, il lavoro. Il Paese, i nostri giovani, il Sud in particolare, soffrono la mancanza di lavoro regolare mentre si passa da una crisi all'altra, da quella drammatica dell'Ilva alla Whirlpool, a quella infinita di Alitalia, alle centinaia delle medie imprese, con il governo paralizzato, inconcludente. Sono oltre 150 i tavoli di crisi aperti al Mise che coinvolgono più di 210mila lavoratori: in tutto questo il ministro del Lavoro dov'è? Finora ci risulta completamente assente. Su tutto questo valuteremo il Governo, non sui piccoli interventi tampone, spesso accompagnati da balzelli di tasse. Per ora i segnali non sono positivi: più ombre che luci. I giovani sono la chiave di volta del futuro. Cosa fa il Mcl per il loro inserimento in una società così priva di prospettive? Crediamo fermamente, quale associazione di ispirazione cattolica, di essere chiamati a svolgere un compito essenziale nell'educazione e nella formazione sociale dei giovani. Affacciarsi al mondo del lavoro con un bagaglio culturale e professionale fondato sui principi della Dottrina sociale della Chiesa permetterà loro di avere gli strumenti adeguati per muoversi all'interno di un mercato del lavoro sempre meno attento alla persona. Proprio su questo, negli ultimi dieci anni, abbiamo focalizzato il nostro impegno, dando vita ai due appuntamenti annuali organizzati in collaborazione con il Centro di Ateneo per la Dottrina sociale della Chiesa dell'Università Cattolica: la Summer School a Milano e la Winter School a Brescia. Momenti positivi di alta formazione, a cui nel tempo se ne sono aggiunti altri con diverse istituzioni accademiche. Tra questi, a fine novembre, si terrà la III edizione della Active School Jobs in collaborazione con l'Università degli Studi Federico II di Napoli e con l'arcidiocesi della città partenopea, sul tema: «Educazione, lavoro, legalità per rilanciare il Paese». Oltre quello di Napoli, un altro importante appuntamento attende tra un mese i nostri giovani: la loro Assemblea nazionale che, oltre al momento elettivo, sarà anche l'occasione per riaffermare il loro impegno nel Movimento e nella società. Mantenere alta l'attenzione verso i nostri giovani è uno dei nostri obiettivi prioritari. Questo è il nostro miglior investimento, anche se spesso è anche il più difficile ma ci sentiamo obbligati a proseguire in questo importante percorso. Nei giorni scorsi ha partecipato come osservatore al Congresso Ppe... Ritengo indispensabile che i partiti abbiano un riferimento politico internazionale ben definito, evitando demagogie e propaganda che spesso nascondono solo imbarazzanti vuoti di identità. Dopo il Congresso di Zagabria sono ancora più convinto che, a livello europeo, il Ppe sia il riferimento più credibile: un riferimento che, comunque, sembra ancora molto ambito. In Italia, però, devono essere riadattati i principi e le regole a un mondo ormai globalizzato e digitale, altrimenti, senza una scossa ben forte, si esaurirà la rappresentanza del Ppe nel nostro Paese.

Foto: Pagina a cura del Mcl


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