scarica l'app
MENU
Chiudi
03/07/2020

Nella bufera anche il municipio di Barrafranca

Giornale di Sicilia

Colletti bianchi. Il sindaco Fabio Accardi è indagato per tentata corruzione, ai domiciliari il funzionario Giuseppe Zuccalà
ENNA Raffaele Bevilacqua, capo indiscusso di Cosa nostra dell ' Ennese, ex espo nente di spicco della Democrazia Cristiana e amico di Salvo Lima, poteva contare non solo sull ' a p p og g i o incondizionato di personaggi di spicco delle famiglie siciliane ma anche su alcuni fedelissimi «colletti bianchi» ben infiltrati nei palazzi che contano. Vi sono connivenze, appalti pilotati, traffico di sostanze stupefacenti, pizzo pagato con regolari bonifici bancari e favori nel mondo che ruota attorno a don Raffaele. C ' è l ' avvocatessa che impartisce gli ordini del padre e che si permette anche di contraddirlo e uomini d ' ono re che pendono dalle labbra del boss. Il monitoraggio avviato dai militari del Ros e dalla Dda nissena, ha consentito di documentare come il lungo periodo di detenzione, anche in regime di carcere duro, non avesse minimamente fiaccato Bevilacqua, il quale, non appena ritrovata la libertà, ha ripreso immediatamente la direzione della famiglia mafiosa con il fondamentale apporto dei suoi familiari. Una famiglia potente quella dei Bevilacqua, che poteva contare anche sull ' appoggio di amministra tori compiacenti. Tra gli indagati, nel blitz «Ultra», c ' è anche il sindaco di Barrafranca, Fabio Accardi. È accusato di tentata corruzione con l ' aggravante mafio sa. È uno dei particolari emersi nel corso della conferenza stampa svoltasi in procura in cui gli inquirenti hanno svelato alcuni dettagli della maxi operazione antimafia. «Abbiamo riscontrato il rapporto collusivo con la pubblica amministrazione - ha detto il comandante dei Ros, ge nerale di divisione Pasquale Angelosanto - e notificato un avviso di garanzia al sindaco di Barrafranca mentre un funzionario è agli arresti domiciliari. In maniera paradigmatica abbiamo la parte imprenditoriale, quella militare e la politica che si interfaccia attraverso gli imprenditori con la politica locale, in questo caso il Comune». Accardi, secondo quanto emerge dall ' inchiesta, sareb be indagato per una gara aggiudicata ad un ' Ati per lo smaltimento dei ri fiuti solidi urbani. «Alla società che gestiva l ' appalto - ha spiegato il gene rale Angelosanto - era stato imposto di affittare un terreno, al costo di 27 mila euro annui, dove collocare i mezzi dell ' azienda. Terreno di pro prietà di un presunto mafioso che quindi, in cambio, avrebbe garantito protezione, perché nessuno poteva porre in essere azioni ostili nei confronti dei mezzi e dei dipendenti, e al tempo stesso c ' era un regolare con tratto di locazione che veniva pagato mese per mese con bonifici bancari. Insomma, pizzo pagato con fattura. Emerge dunque un rapporto collusivo con la pubblica amministrazione». Un sindaco anche devoto ai santi, visto che in piena emergenza sanitaria, a metà aprile, affidò, con tanto di determina sindacale le poco più 12mila anime di Barrafranca, al Santissimo Crocifisso affinchè tutta la comunità uscisse vittoriosa nella lotta al terribile virus. Il sindaco chiese al Crocifisso, protezione per i «cuori dei suoi concittadini». Oggi, più laicamente, di quella comunità, sono tornati ad occuparsene Dda e Ros. Accertata dagli inquirenti, anche «la diretta e fondamentale partecipazione», di Giuseppe Zuccalà, responsabile del IV Settore - Gestione del Territorio Infrastrutture e Servizi Manutentivi del Comune ora ai domiciliari, nell ' assegnazione di un ap palto con il metodo dell ' affidamen to diretto all ' imprenditore Salvatore Blasco, risultato in stretti rapporti con la famiglia Bevilacqua. (*DOC*) © RIPRODUZIONE R I S E RVATA

Foto: I n d a g at o. Fabio Accardi


Foto: Arre stato. Giuseppe Zuccalà