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07/11/2020

Nel vecchio mulino di Colombaro si impara un lavoro «Spazio ai giovani»

Gazzetta di Modena - Stefania Piscitello

Ca' Bella ospita le tecnologie per insegnare innovazione Si cerca un gestore: Bizzini e Malavolti: «Scommessa vinta» formigine
Stefania Piscitello / formigineDopo l'inaugurazione a febbraio 2019 e una prima fase sperimentale, è giunto il momento, per Ca' Bella, il centro di formazione nell'antico mulino a Colombaro, di assumere una forma ancora più stabile. È ancora questione di pochi giorni: presto, infatti, verrà ufficialmente pubblicato il bando che punta all'individuazione del concessionario che si occuperà del servizio di sviluppo alle imprese e di formazione specializzata all'interno della struttura.«Siamo in attesa che la centrale unica di committenza pubblichi il bando, che dovrà andare anche sulla Gazzetta Ufficiale della Regione - spiega l'architetto Alessandro Malavolti, dirigente dell'area tecnica dei lavori pubblici del Comune - ci vorranno al massimo dieci giorni».Una volta pubblicato, il bando resterà aperto per un mese: la concessione avrà una durata di otto anni e il Comune si riserverà la facoltà di rinnovarla, fino ad altri otto. Come detto, a Ca' Bella, c'è stata una prima fase sperimentale, tuttora in corso, di cui si è occupata la fondazione Democenter Sipe come capofila, insieme ad altre realtà locali. Il risultato? «Inizialmente - confessa l'architetto Malavolti - avevamo dei dubbi, ma è stata un successo. Le attività sono state molto apprezzate e hanno funzionato. Abbiamo gli elementi per poter dire che facciamo una gara con buona speranza che ci sia partecipazione». Sono due le anime di Ca' Bella, due gli obiettivi che, anche la nuova realtà che si andrà a insediare nel centro (anche Democenter potrà partecipare al bando) si dovrà porre: la struttura infatti è un polo di formazione tecnologica continua, motivo per cui dovrà accogliere iniziative formative che interessino concretamente le aziende del territorio. Secondo punto, dovranno esserci attività di orientamento rivolte ai giovani. È soprattutto ai giovani che si rivolge l'antico mulino che vuole essere l'anello di congiunzione tra studio e lavoro; obiettivo è quello di dare, grazie a un reale dialogo con le aziende, competenze concretamente spendibili nell'ambito lavorativo. Ad esempio? «C'è stato un corso di 600 ore per il ruolo di operatore meccanico su macchine utensili a controllo numerico computerizzato - spiega l'assessore al Lavoro e Formazione, Corrado Bizzini - a cui hanno partecipato persone disoccupate. Ed è terminato un corso per tecnici dell'automazione nell'industria 4.0 della durata di 300 ore». Il corso, come accaduto anche per altri, è stato finanziato dal Fondo sociale europeo e Regione Emilia Romagna, cosa resa possibile in questo caso dalla presenza all'interno di Ca' Bella di Zenit, ente di formazione accreditato dalla Regione: «Reperire fondi è fondamentale - conclude Bizzini - motivo per cui anche il nuovo concessionario dovrà rispondere a determinati e specifici requisiti». --