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16/04/2021

Nel mirino quell’appalto revocato a Micoperi

QN - Il Resto del Carlino

Era l'11 dicembre del 2019 e sembrava fatta: finalmente quell'ammasso di ferraglia aveva i giorni contati. Quel giorno infatti la delibera presidenziale 287 dell'Autorità di sistema portuale (Adsp) aveva assegnato al raggruppamento tecnico di imprese (rti) con mandataria Micoperi e mandanti Isolfin e Albatros, l'appalto per la «rimozione e demolizione - vi si legge - del relitto della motonave Berkan-B» in cambio di circa 9 milioni e 25 mila euro. Dopo l'impresa della Costa Concordia, sembrava segnato nel destino della ravennate Micoperi risolvere anche il problema legato al più famoso dei relitti nostrani. E invece una nuova delibera, questa volta del 27 gennaio scorso, ha azzerato tutto revocando l'appalto. «Abbiamo già fatto ricorso al Tar - spiega l'amministratore delegato di Micoperi Silvio Bartolotti -. Questo lavoro lo volevo fare per smorzare tensioni: io sono per risolvere i problemi non per crearne. Voglio bene a questa terra e alle istituzioni». La materia del contendere, risiede in alcuni allegati al contratto che per i ricorrenti avrebbero inaspettatamente fatto lievitare i costi: il relitto una volta portato a secco e tagliato, dovrebbe cioè essere considerato rifiuto speciale e smaltito come tale. La sentenza potrebbe arrivare già entro giugno in quella che dal punto di vista amministrativo si annuncia essere una questione tutt'altro che semplice. Come del resto tutt'altro che semplice è stata la vicenda legata al relitto. «Era presente da anni in condizioni di abbandono - si legge nella delibera di revoca di Adsp - oggetto di una parziale demolizione, quindi abbandonato nuovamente dall'ultimo proprietario e infine affondato a causa dei pregiudizi strutturali causati da detta demolizione, dando origine a procedimenti giudiziari tuttora in corso». Una delibera del 19 settembre 2019 aveva dato il via libera al «progetto esecutivo per l'appalto» da assegnare con il «criterio di selezione dell'offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo». Il giorno dopo il bando era stato trasmesso alla Gazzetta Ufficiale. Entro il termine utile, erano giunte due offerte. Ma alle successive fasi, era stata ammessa solo la rti di Micoperi con la esclusione della Maritime and Global Demolition Holding Limited. Con due distinte note di marzo e aprile 2020, la rti, per definire le procedure necessarie all'esecuzione dell'intervento, aveva «richiesto l'indizione di una conferenza di servizi con gli enti competenti». Il 4 novembre 2020 avrebbe dovuto essere il giorno fissato per la stipula: e invece Micoperi - si legge nella delibera - «pur presentatasi, si è rifiutata di sottoscrivere il contratto» portando come motivazione la presenza degli allegati. A questo punto per Adsp si prospetta la stesura di nuovo bando di gara con il «mantenimento dell'impegno già assunto» degli oltre 9 milioni e 25 mila euro «sulla Voce di Piano Finanziario». E con un occhio naturalmente puntato sul Tar. a.col.