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03/07/2019

Nel mirino del pm altri lavori del Comune

Il Centro

La nuova indagine con quattro indagati è un filone dell'inchiesta chiamata "Appaltopoli"
TERAMO Non ci sono solo i lavori in somma urgenza della scuola Risorgimento e di alcuni rotonde. Il nuovo filone d'indagine aperto nell'ambito della maxi inchiesta "Appaltopoli" - e che lunedì mattina ha portato i finanzieri nell'ufficio tecnico del Comune di Teramo - potrebbe ben presto arricchirsi di nuovi atti riguardanti altri lavori affidati in somma urgenza negli anni scorsi. Perché è un'inchiesta che ruota proprio sulle somme urgenze quella con cui la Procura teramana mette nuovamente sotto accusa il sistema degli appalti pubblici e che per ora vede indagati per frode nelle pubbliche forniture e falso quattro nomi tra funzionari comunali e imprenditori. Procedura, quella della somma urgenza, prevista anche dal nuovo codice degli appalti. Ma proprio il ricorso a queste procedure, ipotizza la Procura, avrebbe determinato la creazione di un sistema illecito in cui gli imprenditori si mettevano d'accordo per spartirsi gli appalti con il concorso di funzionari. L'inchiesta "Appaltopoli" (pm titolare Andrea De Feis ) è quella aperta nel 2018 per corruzione, abuso d'ufficio e turbata libertà degli incanti a seguito della mole di intercettazione messa insieme nel procedimento Castrum. In questo caso all'attenzione di inquirenti e investigatori sono finite già decine di gare d'appalto e altrettante procedure di somma urgenza risalenti soprattutto nei periodi delle emergenze terremoto e neve del gennaio 2017. E in questo contesto sono tantissimi gli atti finiti sotto la lente d'ingrandimento dell'autorità giudiziaria nel corso di altrettante acquisizioni fatte nell'ultimo anno negli enti pubblici finora coinvolti: la Provincia, i Comuni di Teramo, Atri e Pineto, i compartimenti Anas di Abruzzo e Marche. (d.p.)

Foto: Gli uffici tecnici comunali al Parco della scienza