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17/07/2020

Nel futuro di Adf l’economia diventa circolare «Vantaggi per tutti»

Il Tirreno - Enrico Pizzi

Nasce un albo per destinare agli operatori economici locali parte degli affidamenti non vincolati dal codice appalti
Enrico Pizzi / grosseto«Restituire». Adf, il gestore del servizio idrico integrato nelle province di Grosseto e Siena ha deciso di aggiungere una "R" alle quattro che caratterizzano l'economia circolare - Ridurre, Riusare, Riciclare e Recuperare - e ha predisposto un protocollo che mira a redistribuire sul territorio risorse facendo lavorare le imprese locali su servizi che possono essere sottratti alle regole rigide del codice degli appalti, tutti quei servizi "no corebusiness", cioè che non hanno direttamente a che fare con il servizio idrico integrato. Si tratta di circa 2-3 milioni di euro ogni anno, su un monte investimenti che, da qui al 2031, data di scadenza della concessione del servizio, supererà quota 370 milioni. Il protocollo è stato illustrati ieri mattina, all'Argentario Golf Resort, dal presidente di Adf, Roberto Renai, nel corso di un convegno intitolato "Fare economia circolare - per il benessere della comunità e del territorio". La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali del sindaco di Monte Argentario Franco Borghini, del presidente della Provincia di Siena Silvio Franceschelli, dell'assessora del Comune di Grosseto Simona Petrucci e del presidente del consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani, che ha sottolineato che nei suoi programmi da candidato alla presidenza della Regione, «l'economia circolare ha un orizzonte strategico per far ripartire una Toscana fondata sulla sostenibilità e capace di interpretare al meglio la transizione ecologia della nostra epoca». «Quello di oggi - ha detto il presidente Renai - non è un punto di arrivo ma di partenza, l'inizio di un green new deal post Covid. Il nostro obiettivo è di essere più utili possibili nel dare ossigeno e respiro al territorio». Quello che Adf propone è un nuovo patto territoriale con cui - usando la metafora dell'acqua che viene dalla natura ed è raccolta alla fonte e restituita pulita all'ambiente dopo essere stata utilizzata - si vuole restituire al territorio parte delle risorse che Adf introita dalle bollette e che investe in opere e servizi. Un regolamento operativo traduce in azioni il protocollo di economia circolare: Adf crea un "albo ad hoc" per destinare una parte degli affidamenti, quelli non sottoposti alla disciplina del codice degli appalti, agli operatori economici del territorio. Il direttore generale di Utilitalia, Giordano Colarullo, ha riconosciuto nel protocollo un modello efficace e ben strutturato da diffondere e replicare a livello nazionale in tutti i territorio. Michaela Castelli, presidente del Gruppo Acea, socio privato di Adf, si è detta orgogliosa «di condividere con Adf questa iniziativa di ripartenza per il rilancio del territorio. Le utility - ha detto - possono rappresentare un volano efficace per il rilancio dei sistemi economici territoriali e lo sforzo che va messo in campo deve mirare a uno sviluppo durevole, in grado di assicurare maggiore occupazione, un benessere più diffuso ed equamente distribuito». Il capogruppo Pd nel consiglio regionale Leonardo Marras ha illustrato il lavoro portato avanti in questi anni dalla Toscana a favore dell'economia circolare, «un lavoro pienamente in linea con l'iniziativa di Adf». L'amministratore delegato di Adf, Piero Ferrari, chiudendo i lavori ha ricordato che «È il primo protocollo di questo tipo in Italia e io credo - ha aggiunto - che possa essere adottato come modello dal nostro Gruppo. L'economia circolare - ha detto - può diventare il pilastro portante della nostra filosofia industriale, puntando su investimenti, relazioni col territorio, persone, innovazione, sostenibilità e circolarità. Con un unico obiettivo: lavorare per il benessere della comunità e del territorio». -