scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
29/05/2021

Nel decreto assunzioni di donne e giovani e novità sul superbonus

La Repubblica - Roberto Petrini

Le norme
Oltre alle nuove regole per le opere previste dal Recovery, anche la Soprintendenza nazionale e facilitazioni per il codice Spid
ROMA - È pronto il decreto, atteso oggi in consiglio dei ministri, che ormai va sotto il nome di Recovery e che contiene le norme di semplificazione e la cabina di regia per la gestione dei fondi europei. Accordo fatto sugli appalti: nel provvedimento, come ha fatto sapere ieri sera Palazzo Chigi, non ci sarà il temuto allargamento della pratica del massimo ribasso (che mette a repentaglio qualità delle opere e sicurezza dei lavoratori) contro cui si è battuto il Pd. Resta invece il cosiddetto appalto integrato che consente di affidare in tandem l'opera al progettista e all'esecutore. Sul nodo spinoso del subappalto potrebbe restare il tetto del 40 per cento, non di più, anche se le norme europee prevedono di eliminare ogni limite. Ma è un tema da approfondire fino all'ultimo. Inoltre il decreto prevederà una riduzione drastica del numero delle stazioni appaltanti per fare pulizia nel settore. Per gli appalti è in arrivo anche una proroga delle deroghe già in vigore - comprese le norme per evitare la 'fuga dalla firma' dei funzionari pubblici - per ora fino al 2023 (si era ipotizzato fino al 2026). Prevista anche una clausola - voluta dal Pd - per promuovere le assunzioni di donne e giovani: i bandi di gara dovranno agevolare gli imprenditori under 36.
Il decreto arriva ormai a 65 articoli. Il provvedimento è complesso: trovano spazio misure per rendere più facile l'accesso dei cittadini alla pubblica amministrazione come il nuovo codice "spid" per chi non ha familiarità con il digitale. Introdotta anche una multa da 10 mila a 100 mila euro per chi viola gli obblighi in materia di innovazione tecnologica e digitalizzazione della pubblica amministrazione dettati dall'Agenda europea.
Previsto anche l'allargamento del superbonus energetico per interventi sul patrimonio edilizio anche ad alberghi e pensioni: nella bozza del decreto si parla esplicitamente degli immobili rientranti nella categoria catastale D/2.
Sempre con l'obiettivo di semplificare ed eliminare ostacoli dalla strada degli interventi del Recovery nasce presso il ministero dei Beni Culturali una speciale Soprintendenza nazionale con l'obiettivo di «assicurare una più efficace e tempestiva attuazione» dei progetti. Il decreto interviene anche su un ampio spettro di procedure che oggi rallentano la macchina pubblica: dalla valutazione di impatto ambientale (Via), con l'introduzione di una supercommissione con 40 tecnici al «Comitato speciale» del Consiglio superiore dei Lavori pubblici fino alla Banca dati nazionale dei contratti pubblici dell'Anac. Ci sarà poi il dimezzamento dei tempi per l'avvio degli scavi per la banda larga (da 6 a 3 mesi). Ridotti anche i tempi per il silenzio-assenso e riviste le procedure per il ricambio degli impianti delle rinnovabili.
Confermata l'architettura della cabina di regia per mettere a terra i 248 miliardi del Recovery, imperniata sulla centralità del premier.
Ci saranno infatti tre livelli, più due tavoli laterali. Il primo livello, ossia la cabina di regia in senso stretto, deputata a stabilire priorità e indirizzi generali, sarà a "geometrie variabili": toccherà a Draghi convocare di volta in volta i ministri competenti, che ruoteranno in base alla materia affro. Il secondo livello è invece rappresentato dalla segreteria tecnica con sede a Palazzo Chigi (che rimarrà in vigore fino al 2026), che farà da supporto al lavoro della cabina politica a geometrie variabili e avrà a disposizione 350 tecnici con nuove assunzioni. Il terzo livello è quello del Tesoro, di monitoraggio e vigilanza contabile.