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04/10/2019

Necessarie nuove regole sul sistema degli appalti

Il Secolo XIX

PUNTI DI VISTA
PUNTI DI VISTA Necessarie nuove regole sul sistema degli appalti
Fabio Marante La necessità del superamento delle disuguaglianze economiche e sociali attraverso la contrattazione inclusiva è stato uno dei temi toccati dal segretario generale Cgil Maurizio Landini in occasione delle Giornate del Lavoro svoltesi a Lecce a settembre. Includere significa avvicinare chi, all'interno del medesimo luogo di lavoro, vive condizioni differenti o agevolare l'ingresso di chi ne è escluso. La contrattazione è la strumento al quale occorre dare nuovi e più evoluti strumenti per tentare di appianare le contraddizioni presenti negli ambienti di lavoro. Uno dei punti maggiormente spinosi ed evidenti è senza dubbio la differenza in termini di retribuzione e diritti di chi è occupato negli appalti. Genova e la Liguria sono fortemente interessate da questa tipologia di lavoro che si riscontra in tutti gli ambiti pubblici dalla sanità alle infrastrutture, dalla scuola ai servizi di orientamento al lavoro. Negli appalti pubblici il cosiddetto Sbloccacantieri voluto dal precedente Governo ha reso meno stringenti regole e controlli favorendo la presunta sburocratizzazione del sistema. Il rischio, o meglio la certezza, è che la concorrenza tra imprese avvenga quasi esclusivamente sul costo del lavoro: dalla paga, al diritto alla formazione e alla salute, fino alla conservazione del posto di lavoro. Uno degli ambiti di intervento richiesto dal sindacato per mitigare queste conseguenze è la modalità di affidamento. È opportuno superare il sistema del massimo ribasso o sconto per abbracciare il sistema della condizione economica maggiormente vantaggiosa elevando la percentuale alla qualità. È chiaro che le imprese che accettano un appalto con importi così risicati non possono sostenere i costi legati all'applicazione delle regole se non a scapito del loro superamento. E ancora. Tutela del posto di lavoro in caso di cambio di appalto ovvero un sistema premiale per chi assume chi era già impiegato nell'appalto o dal territorio poiché precedentemente espulso dal mercato del lavoro. Tra le richieste anche la necessità di stabilire il prezziario orario riferito all'attività prevalente definita dal contratto collettivo sottoscritto da organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. In tale ottica l'importante intesa unitaria con Confindustria sulla certificazione della rappresentanza è un passo in avanti per disapplicare contratti pirata la cui legittimazione è tratta reciprocamente tra associazioni e priva di qualsiasi rappresentanza o percorso di ratifica. Infine è importante la qualificazione di impresa, l'organizzazione della sicurezza, il ricorso limitato del subappalto. Mentre si attende un segnale di discontinuità dal Governo, i sindacati unitariamente proseguono il confronto con le stazioni appaltanti pubbliche per estendere le buone pratiche già esistenti quali le intese sul dissesto e sul risparmio energetico che abbiamo siglato con la Regione e che possono avere risvolti positivi sui territori. L'autore è segretario Cgil Liguria