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30/05/2020

‘Ndrangheta e appalti, imprenditori nei guai

QN - La Nazione

VOLTERRA di Carlo Baroni L'operazione Waterfront su presunti appalti pilotati per favorire la ' Ndrangheta è arrivata, tra molte province italiane, anche nel pisano. Segnatamente in Valdicecina dove la guardia di Finanza di Pisa ha notificato tre misure cautelari ad imprenditori della zona. Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, si apprende, avrebbero evidenziato un sodalizio composto da imprenditori e pubblici ufficiali ritenuti responsabili, a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta aggravata dall'agevolazione mafiosa, frode nelle pubbliche forniture, corruzione ed altri gravi reati. Ovviamente le posizioni degli indagati sono di diversa entità e peso nell'inchiesta che avrebbe scoperto una serie di appalti pilotati per agevolare l'ala imprenditoriale della cosca Piromalli, operante nella piana di Gioia Tauro che avrebbe allungato i suoi tentacoli sul programma di interventi per lo sviluppo urbano. In tutto, sarebbero 22 le gare d'appalto truccate, per un valore di 100 milioni di euro. L'operazione, coordinata dal procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri, costituisce l'epilogo delle complesse indagini iniziate nel 2017 nei confronti di soggetti facenti parte, secondo gli inquirenti e vario titolo, di un illecito cartello composto da molteplici imprese, capace di aggiudicarsi - attraverso turbative d'asta aggravate dall'agevolazione mafiosa - gare ad evidenza pubblica. Tra gli imprenditori della zona di Volterra, dunque, che sono coinvolte in questa indagine: Marzia Granchi, per la quale è stata disposta la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tre volte alla settimana: Jacopo Granchi e Rossano Granchi, per i quali è stato disposto il divieto temporaneo di svolgere attività d'impresa. Per tutti è stato disposto il sequestro preventivo delle quote detenute da ciascuno in diverse società. Nell'ambito complessivo dell'indagine - nella quale sono state eseguite ben 63 misure cautelari - è finito sotto sequestro un patrimonio complessivamente quantificato in oltre 103 milioni di euro costituito dal patrimonio aziendale di 36 imprese-società, nonché dalle disponibilità finanziarie (rapporti bancari, finanziari, assicurativi e partecipazioni societarie) di 45 indagati. Sono stati oltre 500 i finanzieri impegnati - dalle prime luci dell'alba di ieri mattina - per eseguire i numerosi provvedimenti nella varie province dello Stivale. © RIPRODUZIONE RISERVATA