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20/03/2020

Nate a Bergamo le norme del decreto sulle donazioni

Eco di Bergamo

Cura Italia L'input da Ats. Prevista detrazione Irpef Forniture per l'emergenza: deroga al Codice appalti
Nel decreto Cura Italia ci sono anche due norme «bergamasche» relative alle donazioni: «bergamasche» nel senso che sono state sollecitate qui da noi e che tengono conto della particolare situazione in cui si trova una delle province italiane più colpite dal coronavirus e delle iniziative di solidarietà verso i presidi sanitari. «Le norme - illustra il vice ministro dell'Economia, Antonio Misiani - le abbiamo ideate a Bergamo per dare alle strutture sanitarie la possibilità di utilizzare rapidamente le tante donazioni in denaro o in natura che stanno pervenendo da singoli cittadini e dalle imprese del nostro territorio». «Alla luce della grave situazione che si è venuta a creare nella Bergamasca - commenta Massimo Giupponi, direttore generale di Ats Bergamo -, abbiamo segnalato al vice ministro Misiani l'opportunità che alle Aziende sanitarie attive nei territori colpiti dall'emergenza Covid-19 venisse garantita la possibilità di raccogliere le numerose donazioni che, nel frattempo, i cittadini avevano in animo di fare. Una segnalazione che è stata recepita all'articolo 99 del decreto che, nel regolamentare le erogazioni liberali, stabilisce che le Amministrazioni beneficiarie debbano tenere una apposita rendicontazione separata e aprano un conto corrente specifico su cui deve essere garantita una specifica tracciabilità. Si tratta di un provvedimento importante per il nostro territorio, e per questo ringrazio il vice ministro Misiani, frutto anch'esso di una positiva collaborazione istituzionale tra "bergamaschi" impegnati nelle diverse Amministrazioni».

Nel dettaglio, i dispositivi sono due. Il primo è l'articolo 66, finalizzato a promuovere le erogazioni liberali connesse all'emergenza sanitaria. Il comma 1 prevede una detrazione Irpef del 30% per le donazioni in denaro o in natura effettuate dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali a favore di Stato, Regioni, enti locali territoriali, enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro. Il comma 2 estende a questo tipo di donazioni le disposizioni già previste dall'articolo 27 legge 133/1999 per le erogazioni liberali in denaro o in natura effettuate in occasione di calamità naturali.

Il secondo articolo in questione, il 99, nei commi da 3 a 5, consente - nella vigenza dello stato d'emergenza e in ogni caso fino al 31 luglio 2020 - una deroga totale al Codice degli appalti per l'acquisizione di forniture e servizi da parte delle strutture del servizio sanitario nazionale, purché siano finalizzate al contrasto dell'epidemia e che siano finanziate in via esclusiva con le donazioni effettuate da persone fisiche o giuridiche private. Nella pratica: se Ats o un Ospedale riceve una donazione può utilizzare quei soldi con procedure molto rapide (affidamento diretto), anziché quelle assai più lunghe e farraginose previste dal Codice degli appalti. Le Amministrazioni riceventi sono comunque obbligate ad una rendicontazione separata dell'impiego di queste donazioni, con criteri di piena trasparenza e tracciabilità. La rendicontazione andrà pubblicata al termine dello stato d'emergenza nazionale presso il sito internet di ciascuna Amministrazione.