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19/10/2018

Nadia Verdile Il Comitato scrive nuovamente al min…

Il Mattino

Nadia Verdile
Il Comitato scrive nuovamente al ministro dei beni Culturali Alberto Bonisoli e lo chiama a scendere in campo per difendere l'Archivio di Stato di Caserta con decisioni che siano rapide e definitive. «Nei giorni scorsi si legge nella lettera - abbiamo appreso dal sito istituzionale dell'Archivio di Stato di Caserta che il direttore Gino Famiglietti ha attivato un'indagine di mercato in outsourcing, al fine di affidare a terzi la gestione e la custodia del patrimonio archivistico cartaceo dell'Archivio, la cui scadenza era fissata per il 10 ottobre, poi prorogata di un giorno. Chiediamo l'eliminazione di questa procedura e di non dar seguito all'affidamento in outsourcing». Una storia lunga quattro mesi e due bandi. Il primo bando era di giugno, andato inevaso poiché la commissione giudicante aveva ritenuto non utili le proposte pervenute, l'altro scaduto pochi giorni fa dovrebbe consentire di trovare un locale dove depositare tutto il materiale archivistico in attesa che vengano realizzati i lavori per le nuove sedi dell'archivio. Dal primo bando si apprendeva che sono necessari 2650 metri quadri di superfice lorda, distribuita su uno o più piani, capace di ospitare 13mila e 500 metri lineari di documentazione archivistica e uno spazio di almeno 50 metri quadri da adibire a uffici, sale di studio, e zone servizi di supporto all'attività archivistica; nel nuovo si è allargato il raggio entro cui deve essere ubicato l'immobile che può essere collocato entro 50 chilometri dal centro. «È doveroso ricordare scrive il Comitato - che la ex direttrice Luigia Grillo, in data 22 febbraio 2018 aveva dettagliatamente rappresentato le criticità sempre maggiori e perennemente irrisolte in cui versava l'Archivio di Stato, in relazione al patrimonio documentale, all'assenza di una sala studio e di uno spazio per la biblioteca, agli spazi della Reggia ex aereonautica, alla ex Pollio al cosiddetto Archivio storico della Reggia e alla sede di Via dei Bersaglieri». Da gennaio la sala studi è chiusa al pubblico e consultare un documento è difficilissimo, spesso impossibile. Una storia di danni e di beffe che hanno visto l'archivio protagonista, suo malgrado. Agli inizi di questo decennio, quando era ubicato esclusivamente in un condominio per civili abitazioni in via Bersaglieri, la perdita da una colonna fecale danneggiò ben 150 volumi di carte notarili del settecento, spesso infiltrazioni d'acqua hanno attaccato il patrimonio documentale, crolli di intonaci nei depositi si sono ripetuti negli anni. Intanto, la sede destinata da oltre un ventennio a nuova e definitiva ubicazione dell'archivio, l'emiciclo vanvitelliano già caserma Pollio, attende di essere ultimato e negli anni è stato approdo stabile di senzatetto che avevano trovato lì rifugio tra rifiuti di ogni sorta ed escrementi. «Considerato che il direttore Famiglietti continua il Comitato - scrive nella relazione inviata all'ispettore Capone che l'11 agosto 2017 è stato presentato al Rup, architetta Daniela Fabiani in servizio presso la Direzione Generale degli Archivi, il progetto esecutivo architettonico e definitivo impiantistico come richiesto e che il Rup ha proceduto ad affidare alla stazione appaltante gli incarichi di progettazione esecutiva, con finalità statiche, dell'allestimento con scaffalature dei depositi dei piani interrato e terra, progettazione esecutiva degli impianti (incarico affidato il 13/03/2018), negli spazi ex aereonautica in Reggia, appare anomalo che in un anno il ministero non sia stato in grado di acquistare gli scaffali che potrebbero consentire di avviare il trasferimento del patrimonio documentale dalla sede di via Bersaglieri a Caserta, alla sede interna alla Reggia di Caserta».

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