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31/03/2021

Museo navale, avviso esplorativo per gestirlo

QN - La Nazione

LA SPEZIA Il Museo Tecnico Navale della Marina Militare sulla rampa di lancio per la gestione da parte di operatori privati - con esperienza consolidata - attraverso la formula della 'finanza di progetto' prevista dal Codice degli appalti. E' la prospettiva che si è aperta con l'iniziativa di Difesa Servizi Spa, la società in house del Ministero della Difesa per la gestione economica dei beni delle Forze armate non necessari allo svolgimento delle attività operative. Ieri dopo anni di attesa, si è materializzato l'atto che innesca l'avvio di un percorso articolato, complesso e promettente allo stesso tempo: l'obiettivo è quello del rilancio dello 'scrigno' dei tesori della Marina e della marineria per migliorarne l'offerta espositiva e accrescerne l'appeal turistico (prima dell'emergenza Covid era stato meta di 30mila visitatori all'anno). L'atto, definito in stretto burocratese, è l'«avviso esplorativo finalizzato ad individuare operatori economici commerciali interessati a formulare proposte di finanza di progetto per la gestione economica dei Musei Militari Italiani, attraverso la valorizzazione dei cimeli storici, degli archivi documentali e fotografici, delle biblioteche, delle aree e degli immobili in cui è custodito il patrimonio storico-culturale dell'amministrazione della Difesa». Quello della Marina alla Spezia rientra nel pacchetto aperto al nuovo corso virtuoso che interessa anche altri tre tre musei militari Roma: del Genio e dell' Esercito (Granatieri e Motorizzazione). La posta in gioco, per stimolare le proposte gestionali e quindi gli investimenti, è la concessione temporale della struttura: non dovrà essere inferiore a 6 anni e non superiore a 12. Al privato spetterebbero gli incassi relativi al pagamento dei biglietti di ingresso e dei servizi annessi (book-shop, eccetera). Le proposte devono essere presentate a Difesa Servizi Spa entro le 12 del 29 giugno prossime. Seguirà il vaglio delle stesse e la messa a gara della gestione che avrà come base di riferimento la proposta ritenuta più convincente. Resta comunque aperta per Difesa Servizi Spa la possibilità, all'esito delle candidature alla gestione, di fare un passo indietro, là dove nessuna proposta si rivelasse all'altezza delle aspettative. Di qui i paletti fissati ai fine della scrematura dei concorrenti; primo: devono gestire o aver gestito nell'ultimo quinquennio almeno un museo simile; secondo: il numero annuo di visitatori nel museo già oggetto di gestione non deve essere inferiore a 55mila unità. E' facile comprendere che i soggetti in grado di soddisfare le condizioni siano pochi. Per il Museo navale, dunque la possibilità di essere gestito solo da un operatore o una cordata di operatori, titolati e di lungo corso. Prima reazione, intanto, all'iniziativa di Difesa Servizi. Quella dell'assessore comunale al turismo Maria Grazia Frijia: «Seguirò attentamente gli sviluppi consapevole che il Museo navale costituisce il tassello di un mosaico di offerte turistiche che ruotano attorno dei tesori della storia militare che qualificano, a livello mondiale, il nostro territorio; sto lavorando per questo, dalle visite in Arsenale alla musealizzazione del sommergibile Da Vinci, alla valorizzazione di fortezze e bunker. Occorre fare rete...». Sul disincaglio o meno del sommergibile dall'impasse che dura da alcuni potrebbero esserci notizie a breve. Corrado Ricci © RIPRODUZIONE RISERVATA