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28/11/2019

«Musei, il bando era stato pilotato» Nuova indagata

Il Giornale di Vicenza

L'INCHIESTA. L'indagine della guardia di finanza era scattata nel 2017
Si tratta di Chiara Signorini, la vincitrice della prova per un posto da istruttore direttivo, che già oggi pomeriggio verrà interrogata dal pubblico ministero
Si allarga anche alla vincitrice del concorso l'inchiesta sui presunti favoritismi legati alla prova per un posto da istruttore direttivo dei Musei civici. Il sostituto procuratore Hans Roderich Blattner, titolare del fascicolo, ha infatti iscritto sul registro degli indagati anche Chiara Signorini. Le accuse nei suoi confronti sono di rivelazione di segreto d'ufficio e concorso esterno in abuso d'ufficio.La Signorini, difesa dall'avvocato Marco Dal Ben, che ribadisce la sua totale estraneità alle accuse che le vengono mosse, verrà interrogata dal pubblico ministero oggi pomeriggio. Nei mesi scorsi, quando non risultava ancora tra gli indagati, era stata sottoposta a una perquisizione domiciliare nel corso della quale le erano stati sequestrati il computer e il telefono cellulare.Oltre alla vincitrice della prova, nei mesi scorsi l'avviso di garanzia era arrivato anche nei confronti di Giovanni Carlo Federico Villa, il docente universitario a Bergamo, torinese d'origine, che era stato direttore dei Musei, e della dirigente comunale Loretta Simoni. Le ipotesi di reato a loro carico sono di abuso d'ufficio e di rivelazione di segreti: nel concorso bandito nel febbraio 2017 e concluso l'8 giugno seguente per un posto da istruttore direttivo ai Musei, i due indagati avrebbero favorito la Signorini, che lo vinse con pochi punti di scarto dal secondo in graduatoria. La stessa Signorini aveva collaborato sia con Villa sia con la Simoni alla Fondazione Roi.I sospetti degli inquirenti, che avevano avviato le indagini nell'autunno 2017 dopo una segnalazione, è che il bando fosse viziato fin dall'origine. Fra i requisiti, infatti, c'era quello di aver già operato in ambito museale; ragion per cui, quello che sulla carta poteva rappresentare un problema per la Signorini, e cioè di aver lavorato alla Roi non dopo aver vinto un concorso pubblico, ma su chiamata, era diventato per lei un vantaggio. Nessuno degli sconfitti aveva presentato all'epoca ricorso al Tar, ma per la procura quel bando avrebbe presentato dei profili di illegittimità. «Io non ci ho lavorato, sul bando, me lo sono trovato», replica la difesa di Villa. Però per il magistrato e per i finanzieri del colonnello Crescenzo Sciaraffa e del tenente colonnello Sergio Demichelis appare fatto su misura per la vincitrice.Un aspetto sul quale gli inquirenti hanno continuato a lavorare sono stati i temi d'esame e le domande sottoposte ai candidati. Il sospetto è infatti che anche in questo senso possa essere stata favorita Chiara Signorini, con la scelta di argomenti su cui aveva lavorato in passato. Un fatto divenuto argomento di indagine e di approfondimento da parte della procura e dei finanzieri, che nei mesi scorsi hanno continuato a esaminare la corposa mole di documenti, cartacei e telematici, che sono stati sequestrati. Oggi, con l'interrogatorio della Signorini, all'indagine potrebbe aggiungersi un importante tassello soprattutto se l'indagata deciderà di rispondere alle domande del sostituto procuratore Blattner. Non è però escluso che la vincitrice del concorso possa decidersi di avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande del pm. © RIPRODUZIONE RISERVATA