scarica l'app
MENU
Chiudi
28/11/2019

Musei e «concorso viziato» indagata anche la vincitrice

Corriere del Veneto

La Finanza torna in Comune per acquisire ulteriore documentazione
Concorso viziato - per l'accusa - ai Musei civici: c'è una terza persona indagata. È Chiara Signorini, la concorrente che sarebbe stata favorita in modo determinante, alla quale, secondo gli inquirenti, sarebbero state fornite per tempo le domande del bando, col sospetto che fossero state studiate ad hoc per lei, in base alle sue competenze ed esperienze. Le viene contestato il reato di rivelazione di segreto d'ufficio e di concorso esterno nell'abuso di ufficio con Giovanni Carlo Federico Villa, direttore onorario dei Musei, e Loretta Simoni, all'epoca del concorso direttore del settore Cultura di Palazzo Trissino e presidente della commissione. Con l'iscrizione sul registro degli indagati del terzo nome la guardia di finanza è tornata negli uffici comunali per acquisire documentazione relativa appunto alla ricercatrice vicentina, al bando e alla sua assunzione come istruttore direttivo ai Musei civici. I militari le avevano già «visitato» l'abitazione a luglio 2018, sequestrandole telefono e pc (allora però non le era stato notificato alcun avviso di garanzia come capitato invece a Simoni, perquisita a sua volta come Villa). Signorini, di suo, è determinata a difendersi dalle accuse in ogni sede e potrebbe già farlo con il pubblico ministero Hans Roderich Blattner che l'ha convocata per interrogarla. Assistita dall'avvocato Marco Dal Ben, la ricercatrice sostiene che «il concorso è stato trasparente, non c'è stato alcun favoritismo, il mio comportamento e quello della commissione è stato corretto». Il pm Blattner due estati fa aveva nominato un esperto di informatica quale consulente tecnico, per scandagliare mail e telefonini dei tre, a caccia di elementi e possibili prove. E viene da supporre che quanto acquisito in seguito, dagli apparati sequestrati ma pure da ulteriori approfondimenti investigativi, abbia portato il magistrato ad aggiungere il nome della Signorini sulla copertina del corposo fascicolo. Un'inchiesta aperta già nel 2017 dal sostituto procuratore Paolo Fietta, che potrebbe arrivare a stretto giro ad esaurirsi, quindi alla chiusura delle indagini preliminari. Sotto i riflettori della procura era finito il bando di concorso per titoli ed esami indetto dal Comune di Vicenza. Pubblicato nel febbraio 2017, si era concluso l'8 giugno dello stesso anno. Allora, da graduatoria finale, ad aggiudicarsi il concorso era stata Signorini con novanta punti. Dal curriculum risultava che aveva già avuto una collaborazione con il Chiericati e che aveva lavorato a lungo anche con Villa, studioso di livello europeo, alla Fondazione Roi, in particolare dal 2011 al 2016. Fondazione della quale lo storico d'arte e museologo era componente del consiglio di amministrazione. Di qui il sospetto di un possibile conflitto di interessi: Villa faceva parte infatti come esperto assieme a Cinzia Milan della commissione d'esame presieduta da Loretta Simoni (la quale avrebbe collaborato a sua volta con la Roi) che aveva proclamato vincitrice Signorini (detto che nessuno dei membri della commissione aveva percepito compensi, come annotato nella determina). Benedetta Centin

La vicenda

● A Chiara Signorini viene contestato il reato di rivelazione di segreto d'ufficio e di concorso esterno nell'abuso di ufficio con Giovanni Carlo Federico Villa ( nella foto ), che era direttore onorario dei Musei civici, e Loretta Simoni, all'epoca del concorso direttore del settore Cultura di Palazzo Trissino e presidente della commissione dell'esame L'indagine è stata aperta nel 2017

Foto: Tre nei guai


Foto: Prosegue l'indagine su un concorso a Palazzo Chiericati