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14/07/2018

«Musei, bando viziato e redatto su misura»

Il Giornale di Vicenza

L'INCHIESTA. Le pesanti ipotesi della procura a carico dell'ex direttore e della dirigente comunale che hanno partecipato alla commissione per la nomina di un istruttore
Nel mirino il requisito di aver già lavorato nel settore avrebbe favorito in maniera illecita la vincitrice Sospetti anche sui temi e sulle domande dell'esame
Nell'inchiesta sui presunti favoritismi nel concorso ai Musei civici la procura procede a spron battuto. Nel pomeriggio di ieri il pubblico ministero Hans Roderich Blattner si è incontrato con gli investigatori della Finanza per fare il punto sul materiale sequestrato durante le perquisizioni di giovedì. I detective del nucleo di polizia economica e finanziaria hanno infatti acquisito documentazione, computer con le email e telefoni sia in Comune, a palazzo Trissino e in Levà degli Angeli, negli uffici della Cultura, sia a casa dei due indagati che nella disponibilità di Chiara Signorini, la vincitrice del concorso (che non è al momento invece indagata). Ad aver ricevuto l'avviso di garanzia sono stati Giovanni Carlo Federico Villa, il docente universitario a Bergamo, torinese d'origine, che fino alle scorse settimane è stato direttore del Musei, e la dirigente comunale Loretta Simoni. Le ipotesi a loro carico sono di abuso d'ufficio e di rivelazione di segreti: nel concorso bandito nel febbraio 2017 e concluso l'8 giugno di un anno fa per un posto da istruttore direttivo ai Musei, avrebbero favorito Signorini, che lo vinse con pochi punti di scarto. La stessa Signorini aveva collaborato con entrambi alla Fondazione Roi.I sospetti degli inquirenti, che avevano avviato le indagini nell'autunno scorso dopo una segnalazione, è che il bando fosse viziato fin dall'origine. Fra i requisiti, infatti, c'era quello di aver già operato in ambito museale; ragion per cui, quello che sulla carta poteva rappresentare un problema per Signorini, e cioè di aver lavorato alla Roi non dopo aver vinto un concorso pubblico, ma su chiamata, era diventato per lei un vantaggio. Nessuno degli sconfitti aveva presentato all'epoca ricorso al Tar, ma per la procura quel bando avrebbe presentato dei profili di illegittimità. «Io non ci ho lavorato, sul bando, me lo sono trovato», replica la difesa di Villa. Però per il magistrato e per i finanzieri del colonnello Crescenzo Sciaraffa e del tenente colonnello Sergio Demichelis appare fatto su misura per la vincitrice.Un aspetto sul quale gli inquirenti stanno lavorando sono i temi d'esame e le domande sottoposte ai candidati. Il sospetto è infatti che anche in questo senso possa essere stata favorita Signorini, con la scelta di argomenti su cui aveva lavorato in passato. Ma sarà argomento di indagine e di approfondimento in queste settimane, quando sarà esaminata la corposa mole di documenti, cartacei e telematici, che sono stati sequestrati. E non è escluso che gli inquirenti abbiano bisogno di altro materiale.Un altro dei punti da approfondire è quello che riguarda i contatti. Dai tabulati emerge che Villa e Signorini si scambiarono una telefonata di cinque minuti il giorno prima dell'orale. Il professore le "passò" le domande? È normale che un candidato si senta a qualche ora dall'esame con chi lo dovrà esaminare? Villa si sentì anche con altri? E Simoni? Sono domande che attendono risposta, al pari di quelle che riguardano il contenuto di diverse e-mail che hanno attirato l'interesse investigativo. Per saperne di più, però, servirà del tempo, oltre probabilmente alla consulenza di un esperto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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