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31/10/2020

Muore travolto dal silo pieno di marmettola

QN - La Nazione

LUNI Il vecchio silo si è svuotato come una clessidra. Una montagna di polvere di marmo ha investito l'operaio che, dentro a un cestello a qualche metro di altezza, stava tentando di smontare la struttura secondo le direttive ricevute dalla ditta a sua volta incaricata da un'altra società. Forse l'inesperienza o la certezza che quel contenitore abbandonato nella segheria in disuso fosse vuoto gli sono stati fatali. E' morto sepolto da una valanga bianca di marmettola un giovane di 36 anni, Nicola Iacobucci, residente a Montignoso. La tragedia è accaduta ieri pomeriggio a Luni intorno alle 14 quando tre operai hanno iniziato l'intervento di smontaggio del silo. Una commissione ricevuta in appalto da un'altra società, rientrante probabilmente in una operazione di dismissione dell'area un tempo utilizzata come laboratorio del lapideo. La zona di via Laghi, a Settequartieri, al confine con Fossone, ancora si basa sulla lavorazione del marmo ma quella fabbrica da tempo non era più funzionante. Iacobucci era in un cestello, alla sommità di un braccio collegato con il camioncino puntellato a terra e manovrato da un collega. Stava lavorando sul silo e, secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, lo ha aperto con un flessibile pensando probabilmente di smontarlo più agevolmente a pezzi. Un'azione pericolosa, perchè il grosso contenitore si è svuotato di chissà quanta marmettola ancora contenuta al suo interno. Il getto di polvere lo ha travolto e anche la struttura in ferro è collassata franando sul piazzale. Per Nicola Iacobucci non c'è stato niente da fare. L'onda lo ha schiacciato e sepolto, i vigili del fuoco hanno lavorato fino al tardo pomeriggio per recuperarne il corpo. I colleghi di lavoro hanno immediatamente chiamato i soccorsi e alla vecchia fabbrica sono arrivati vigili del fuoco, la Pubblica Assistenza di Sarzana, polizia e carabinieri. Straziante l'arrivo della moglie Barbara, la coppia ha due figli di 12 e 8 anni, accompagnata da parenti e amici del ragazzo rimasti in attesa del suo recupero. Una tragedia assurda sulla quale è stato durissimo il commento di Mauro Gozzani, segretario Cigl di Massa Carrara accorso sul luogo con il collega Alessio Menconi. «Purtroppo - ha spiegato - il codice degli appalti ha creato queste difficoltà. Vorremmo capire il livello di esperienza che aveva questo ragazzo per affrontare il lavoro. In due giorni è il secondo morto sul lavoro e le frasi di circostanza sono soltanto retorica. Qualcosa si deve fare per garantire la qualità del lavoro e la sicurezza». Anche il gruppo politico e culturale Officina Rossa di Luni ha voluto esprimere vicinanza alla famiglia, accendendo un faro sulle concessioni: «Bisogna smetterla con il lavoro a basso costo nella giungla selvaggia degli appalti. Non ci sono controlli e nessun investimento sulla sicurezza, ritenuti costi superflui». Massimo Merluzzi © RIPRODUZIONE RISERVATA