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13/06/2019

Mose e commissario, sblocca-cantieri alle battute finali

Il Gazzettino

UGO CAVALLIN (PRESIDENTE ANCE): «SNELLIRE LE PROCEDURE PER AVVIARE SUBITO I LAVORI»
LO SBLOCCA CANTIERI
VENEZIA Dopo la fiducia alla Camera il decreto sblocca cantieri dovrebbe concludere il suo iter oggi, al massimo domani. Nel testo ci sono anche i due passaggi dedicati a Venezia: con l'istituzione del commissario per il completamento del Mose e con lo sblocco dei primi 65 milioni di Legge speciale attraverso un nuovo decreto, senza il passaggio per il Comitatone. Il testo dell'emendamento su Venezia è quello uscito dal Senato, dopo l'intervento del ministero dell'Economia che, di fatto, ha tagliato tutti i passaggi in cui si stabiliva che i costi di gestione del Mose sarebbero stati a carico dello Stato. Tagliata anche l'ipotizzata struttura pubblica di gestione della grande opera.
COMMISSARIO IN ARRIVO
Insomma una formulazione che scontenta la città, oltre a lasciare nell'incertezza i 250 lavoratori del Consorzio Venezia Nuova, Thetis e Comar. L'unica certezza, a questo punto, è la nomina del commissario entro 30 giorni dall'approvazione del decreto. Questione di giorni.
IL DECRETO PER L'ANCE
Intanto, sul decreto sblocca cantieri più in generale, interviene il presidente dell'Ance Venezia, Ugo Cavallin. «Il compromesso raggiunto naturalmente non risolve tutti i problemi ma, se non ci saranno ulteriori sorprese nell'iter di conversione, consente almeno di migliorare un testo, che presentava non poche lacune importanti. Come costruttori abbiamo fortemente contestato l'idea, circolata negli ultimi giorni, di una generalizzata sospensione del Codice degli Appalti, anche se continuiamo a pensare che questo Codice sia inadeguato a disciplinare efficacemente il nostro settore». All'Ance sta a cuore «arrivare ad un processo decisionale snello, che trasformi rapidamente i finanziamenti in apertura di cantieri, nonché ad un sistema di aggiudicazione semplice e trasparente. Nella direzione dello snellimento va, per esempio, l'opportuno ripristino della soglia del milione di euro per gli affidamenti mediante procedura negoziata (sempre con gara ufficiosa) e che dovrebbe essere il taglio di appalti di più diretto interesse per le imprese del territorio veneziano».
I NODI IRRISOLTI
Cavallin cita anche alcuni «nodi irrisolti», primo tra tutti quello del subappalto, che in Italia continua ad essere demonizzato e quindi limitato come la fonte di ogni malaffare (corruzione, infiltrazioni mafiose, lavoro nero), nonostante la Comunità Europea abbia avviato una procedura contro il nostro Paese proprio per la sua normativa, che pone troppi vincoli al subappalto, ritenuto libera esplicazione dell'attività di impresa. Oggi la percentuale di lavori subappaltabili è stata diminuita dal 50% al 40%, come se questi dieci punti percentuali in meno dessero una maggiore garanzia...».
LA POLEMICA CON I SINDACATI
Il presidente polemizza, infine, con i sindacati per cui dallo sblocca-cantieri sarebbero derivati più corruzione, illegalità, sfruttamento, discrezionalità, meno qualità, sicurezza, occupazione, investimenti, sviluppo. Se solo avessero letto il testo del decreto, avrebbero visto che molte delle loro preoccupazioni non hanno il minimo fondamento normativo».
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