scarica l'app
MENU
Chiudi
14/11/2020

Moschea di Umbertide, battaglia in aula per il rischio prescrizione

Il Messaggero

IL CASO
Verso la conclusione il procedimento giudiziario riguardante 13 umbertidesi ai quali il pm Gemma Miliani (nella foto) ha contestato a vario titolo l'abuso d'ufficio e la turbata libertà degli incanti nella vendita del terreno di via Madonna del Moro dove sta sorgendo il centro culturale islamico.
Nel pomeriggio del 17 dicembre è calendarizzata l'udienza finale, di discussione e decisione. Per alcuni, tra cui l'ex sindaco Giampiero Giulietti, è maturata la prescrizione, per altri incombe. Ieri, intanto, di fronte al gup Angela Avila, il dibattimento ha vissuto un passaggio nel quale è stato modificato il capo d'imputazione relativamente al codice degli appalti. Insieme a Giulietti l'avviso di conclusione delle indagini fu recapitato agli ex assessori Stefania Bagnini, Simona Bellucci, Federico Ciarabelli, Maria Cinzia Montanucci, Giovanni Valdambrini, all'ex sindaco Marco Locchi, ai tecnici comunali Lorenzo Antoniucci e Paolo Pistoletti, all'imam Chafiq El Oqayly ed ai consiglieri dell'Associazione Culturale Islamica di Umbertide El Abadila Hassanna, Faouzi Zairi, El Mostafà El Naor, «privati concorrenti istigatori».
Per la Procura «in violazione dell'obbligo di trattare equamente tutti i soggetti portatori di interessi tutelabili () dopo aver modificato in ubicazione, estensione e valore tutti i lotti oggetto di asta pubblica () - a seguito della quale l'Associazione Culturale Islamica Umbertide si era aggiudicata quello che in tale procedura di evidenza pubblica era denominato lotto 1, di mq 780 per un importo pari a euro 50.100 - hanno proceduto all'assegnazione diretta alla suddetta associazione di due nuovi e diversi lotti, oltre al lotto P, parcheggio, ubicati fronte strada senza aver pubblicato un nuovo bando d'asta, intenzionalmente procurando alla stessa Associazione un ingiusto vantaggio patrimoniale e danneggiando ulteriori potenziali acquirenti». Il relativo fascicolo venne aperto a seguito di un esposto presentato dal leghista Valerio Mancini.
Walter Rondoni