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13/03/2020

Morto all’Italcarni di Carpi un dipendente della Csa

Gazzetta di Mantova

L'uomo, un 40enne di origine ghanese, era addetto alle operazioni di lavaggio È rimasto incastrato nei macchinari. Lascia la moglie e due bambini INFORTUNIO SUL LAVORO
Tragedia sul lavoro all'Italcarni di Migliarina, di proprietà della Opas di Mantova.Attorno alle 21 di martedì Samuel Remel, ghanese 40enne, dipendente della mantovana Csa, che ha l'appalto delle pulizie, è finito su un banco di lavorazione e nella trappola dei macchinari non ha avuto scampo. Non è bastato l'immediato l'allarme dei colleghi che hanno fermato gli impianti. Per l'operaio non c'è stato nulla da fare.Il corpo senza vita era esanime sul tavolo e i sanitari del 118 intervenuti sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso mentre tutta l'area veniva isolata. Sul posto dell'incidente sono intervenuti i carabinieri e personale dell'Ausl. Ancora tutta da ricostruire la dinamica del sinistro.Le indagini sono in corso. Secondo le prime ricostruzioni fatte dai compagni sotto shock per l'accaduto, pare che l'operaio avesse appena azionato la lancia a pressione per lavare il tavolo dove vengono lavorate e sezionate le carni.Per ragioni ignote l'uomo sarebbe finito sul tavolo e poi, di fatto, risucchiato.«Come tutte le sere stava pulendo gli impianti per disinfettare i tavoli dove vengono macellati i maiali. Stiamo verificando la dinamica dell'incidente. In particolare vogliamo capire quale meccanismo si sia azionato con la lancia per disinfettare i macchinari- spiega il presidente di Opas, Valerio Pozzi - Perché è partito quel meccanismo dal quale è rimasto schiacciato? La vittima? Posso solo dire che era un bravissimo ragazzo e aveva rispettato tutte le procedure di sicurezza. Si tratta di un enorme disgrazia. Forniremo la massima vicinanza alla famiglia. Siamo profondamente addolorati per quanto è successo. Non erano mai accaduti episodi del genere, qui».All'indomani della tragedia i colleghi sono scesi in sciopero. La mobilitazione, proclamata dai sindacati Filcams-Cgil, Flai-Cgil e Filt-Cgil, riguarda l'intera giornata di lavoro. L'infortunio mortale sarebbe avvenuto per trascinamento del lavoratore, durante le operazioni di pulizia, all'interno di una macchina di uno dei reparti di lavorazione dello stabilimento. Remel lascia una moglie e due figli in Ghana.«Sono inammissibili - scrivono i sindacati - i rischi che corrono i lavoratori sui nastri dello stabilimento Opas a Carpi. Questo infortunio mortale non può essere attribuito alla fatalità. Solo pochi mesi fa, a luglio 2019, era accaduto un altro infortunio sui nastri, e un lavoratore era rimasto incastrato con la mano. Anche in passato si sono registrati altri infortuni per carenze formative del personale degli appalti». L'incidente, ricordano i sindacalisti di Filcams, Flai e Filt, si è consumato nell'ambito di un comparto «dove il sistema degli appalti è molto diffuso e dove spesso prevalgono situazioni di precarietà, scarsa sicurezza, abusi, quando non addirittura infiltrazioni malavitose, tutte situazioni che non mettono certo al primo posto la salute e la sicurezza dei lavoratori». --