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25/03/2021

Morto a 19 anni sulla Colombo per una buca killer: tre a giudizio

Corriere della Sera - G. De Santis

sotto accusa anche un funzionario del simu
Una buca larga 50 centimetri e profonda quattro è costata la vita a Matteo Giovanetti, 19 anni, morto in moto sulla Cristoforo Colombo in direzione di Ostia nel 2012. Tragedia per cui si trova a processo con l'accusa di omicidio colposo Savino Senisi, funzionario del dipartimento Simu (Infrastrutture e Manutenzione urbana) del Comune. Sul banco degli imputati anche Giuseppe Mapei e Carlo Giorgi, dirigenti della Stabile scarl, ditta vincitrice dell'appalto triennale del valore di otto milioni per la sorveglianza del tratto di strada.

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U na buca larga 50 centimetri e profonda quattro è costata la vita a Matteo Giovanetti, 19 anni, morto in moto sulla Cristoforo Colombo in direzione di Ostia. Tragedia per cui si trova a processo con l'accusa di omicidio colposo Savino Senisi, funzionario del dipartimento Simu (Infrastrutture e Manutenzione urbana). Sul banco degli imputati anche Giuseppe Mapei e Carlo Giorgi, dirigenti della Stabile scarl, ditta vincitrice dell'appalto triennale del valore di otto milioni per la sorveglianza del tratto di strada.

La tragedia è del 26 gennaio 2012 ma il processo è ancora alle prime fasi con l'audizione dei testimoni. Secondo il pm Andrea Iolis l'attività di sorveglianza sarebbe stata delegata a una persona - deceduta durante le indagini, quindi mai indagata - sprovvista del titolo d'ingegnere o geometra previsto per svolgere l'incarico. Ora è necessario procedere con ordine nella ricostruzione della Procura. L'appalto, vinto nel 2011, prevedeva che il consorzio si dovesse occupare del controllo della manutenzione della arteria. Compito che si esplicava attraverso la vigilanza e la segnalazione dei pericoli. Per il pm, Giorgi (responsabile della sorveglianza) pur retribuito non ha mai svolto alcuna attività prevista dall'appalto: ha delegato i compiti a un soggetto «privo (...) delle competenze tecniche per lo svolgimento del lavoro». Per l'incarico sarebbe necessario essere quanto meno geometra, titolo mai conseguito dall'uomo cui si era affidato Giorgi. Il responsabile della sorveglianza, per altro, non si è addirittura mai presentato in cantiere, come sostiene l'accusa. La carenza avrebbe potuto essere evitata da Mapei, il presidente del consorzio. Tuttavia l'imputato avrebbe trascurato qualunque forma di controllo sulla presenza di personale coi titoli necessari. Che Giorgi non abbia mai messo piede nel cantiere, l'ha dichiarato anche Senisi, il dirigente che per il Comune ha curato l'appalto dal momento della consegna dei lavori al collaudo. La sua colpa, secondo l'accusa, sarebbe stata di non aver segnalato al Responsabile unico del procedimento che l'uomo sprovvisto del titolo sarebbe stato operativo nell'esecuzione dell'appalto.


Giulio De Santis

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