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10/12/2019

Morti di lavoro, strage silenziosa “Anche la sicurezza è al ribasso”

La Repubblica - Salvatore Giuffrida

Il dossier
Cinque vittime al mese nei cantieri della Capitale. Il sindacato punta l'indice sui controlli "Concorrenza sulle gare d'appalto con prezzi sempre più giù a scapito di qualità e prevenzione"
Il lavoro uccide. A Roma si muore nei cantieri, dove mancano i controlli o si è costretti a lesinare sulla sicurezza perché i soldi non bastano per arrivare a fine mese, o nelle discariche come è accaduto a Colleferro. A dare il quadro dell'emergenza sono i dati Inail: da gennaio a ottobre a Roma 54 persone sono morte per lavorare.
● a pagina 3 Il lavoro uccide. A Roma si muore nei cantieri, dove mancano i controlli o si è costretti a lesinare sulla sicurezza perché i soldi non bastano per arrivare a fine mese, o nelle discariche come è accaduto a Colleferro. A dare il quadro dell'emergenza sono i dati Inail: da gennaio a ottobre 2019 a Roma 54 persone sono morte per lavorare. Una media di oltre 5 persone al mese, quasi tutti sul luogo di lavoro: cantieri, laboratori, campagna. In tutto il Lazio sono 83 le vittime, 11 in più rispetto al 2018. E sono almeno 4mila i casi di malattie denunciati nel 2019: in base alle stime ne saranno riconosciute più di un terzo. Infine gli infortuni denunciati quest'anno sono almeno 45mila nel Lazio.
L'allarme è serio: si torna al boom del 2017 quando le morti bianche furono più di 100. I sindacati si sono riuniti in assemblea per chiedere investimenti, legalità e controlli. «La sicurezza è una priorità non più rimandabile - spiega Rosita Pelecca segretaria Cisl Lazio - ci sono leggi non ancora applicate». Roberto Iovino segretario regionale Cgil spiega che «la sicurezza non può essere considerata un costo ma un investimento e serve un impegno comune contro lavoro nero e sfruttamento».
L'emergenza riguarda soprattutto appalti pubblici e piccole e medie imprese: i sindacati sono uniti nel denunciare che i controlli di Comune, Asl e Ispettorato del lavoro sono insufficienti, gli appalti comunali hanno un ribasso dei costi in media del 40% e troppo spesso i lavori sono affidati a imprese in subappalto. E si lavora in modo approssimativo: «Giorni fa, in un cantiere a piazza Santi Apostoli, gli operai si lanciavano a mani nude pietre e attrezzi dal terzo piano cercando di farle cadere nelle carriole», racconta un sindacalista della Uil. Finché va bene si passa sopra. Salvo poi accorgersi che morti e infortuni aumentano.
E non per caso. Fino al 2016 l'Osservatorio sulla Sicurezza del Comune faceva in media 191 ispezioni all'anno nei cantieri in città e controllava 150 imprese: quasi 93 in media le imprese subappaltratrici. Ora invece i controlli sono stati tagliati e aumentano subappalti e subaffidamenti: la denuncia arriva dai rappresentanti sindacali per la sicurezza, che fanno le ispezioni insieme a vigili urbani e funzionari del Comune.
«Le attività dell'Osservatorio si sono ridotte di un terzo negli ultimi anni - spiega Danilo Angelucci, Cisl - i soldi destinati alla sicurezza non sono spesi a tutela dei lavoratori e c'è uno scostamento fra appalto e cantiere: il ricorso al subappalto è così indiscriminato che spesso nei cantieri che visitiamo l'impresa affidataria neanche ci mette piede».
Anche la Cgil denuncia gli stessi problemi: «Con questa amministrazione l'Osservatorio è stato azzerato e c'è illegalità diffusa nei cantieri - spiega Gianni Lombardo rappresentante Cgil - troviamo cantieri senza baracche, bagni chimici, spogliatoi, recinzioni o cassetta pronto soccorso. Gli oneri sulla sicurezza sono un salvadanaio da 30mila a 50mila: dipende dal cantiere». Sotto osservazione i lavori di manutenzione stradale. «Sei mesi fa nel cantiere di via dell'Archeologia non c'era neanche una baracca per gli operai - conclude Lombardo - tre settimane fa in un cantiere nel I Municipio, alle spalle di via Nomentana, dove stavano rifacendo i marciapiedi, mancava la cassetta di pronto soccorso». Il problema riguarda anche l'Ispettorato del ministero. «Nell'ultimo anno c'è stato un taglio a livello nazionale del 10% delle ispezioni che si riflette pure a Roma e nel Lazio - dice Laura Latini segretaria Uil - manca sinergia fra enti locali e personale».
Ora bisogna correre ai ripari: Claudio Di Berardino, assessore al lavoro della Regione, ricorda che a breve uscirà un bando e che «abbiamo avviato un tavolo per una task force sulla sicurezza». «Proposte concrete», chiede Rosita Pelecca della Cisl.

Il numero

83

Le vittime nel Lazio Da gennaio a ottobre 83 morti sul lavoro in tutto il Lazio, 11 in più dell'anno precedente