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06/11/2018

Morte del militare sul Vespucci, i due periti in aula si contraddicono

Il Secolo XIX

Ascoltati i tecnici della societ à che ha presentato gli studi di valutazione del rischio
Sondra Coggio / LA SPEZIA «È vero che la Mecq produsse una relazione tecnica e non il documento di valutazione dei rischi previsto dall'appalto, in merito alla sicurezza su Nave Vespucci, ma non fu una scelta nostra. Fu del cliente. Noi l'abbiamo subita. Comunque credo che la questione sia irrilevante » . « Fare una relazione e non un documento, fu una nostra scelta, della Mecq. Non era corretto chiamarlo dvr, c'erano delle carenze, un rtvr ci somiglia, ma non è uguale » . Due professionisti della stessa societ à , l'ingegnere spezzino Alessandro Mazzeranghi e l'allora collega fiorentino Massimiliano Latini, oggi non più nella Mecq, hanno dato ieri due risposte opposte, al processo per la morte del sotto capo Alessandro Nasta: precipitato il 24 maggio del 2012, a soli 29 anni, dall'albero maestro della nave scuola Vespucci. Relazione e documento sono entrambi studi di valutazione del rischio. Solo che l'appalto da un milione 140 mila euro, aggiudicato nel 2010 dalla direzione armamenti della Marina, alla societ à Mecq, prevedeva il dvr di legge, per tutte le navi: documento che ogni nave avrebbe poi dovuto adottare. Non avvenne. E solo 4 giorni dopo la morte di Nasta, la Difesa scrisse ai comandanti delle navi di redigerlo. E solo allora modific ò le imbragature: dal semplice moschettone che non consent ì al ragazzo di salvarsi, a un sistema a funi, full arrest, che impedisce di precipitare, in caso di malore o errore umano. Secondo l'accusa, non si arriv ò prima ai dvr e si rest ò a quella relazione, a causa di diverse visioni fra la Marina e la Mecq. Per la Vespucci, secondo l'accusa, la Marina non voleva nemmeno che si parlasse di "lavori in quota " . E, sempre secondo l'accusa, si prefer ì mantenere la consuetudine marinaresca di arrampicarsi a mani nude. Il legale di parte civile, Giorgio Carta, ha insistito ieri molto sulla differenza fra relazione e documento. Purtroppo i due ingegneri non ricordavano quasi più niente. Un vuoto di memoria notevole, tanto che il giudice ha acquisito le dichiarazioni rese all'epoca, per colmare i vuoti di memoria. Pur « non ricordando bene » le proposte fatte per tutelare chi lavorava in quota, ha parlato « di sistemi anti caduta con imbracatura con dispositivo che si doveva attaccare alla scala » , e ha detto che la linea vita adottata oggi « non era necessaria » . Alle insistenze di Carta ha risposto: « A nostro avviso era più che sufficiente quello che abbiamo suggerito. La fune aggiuntiva verticale, con sistema di freno, non era indispensabile » . Ricordava molto poco anche l'ingegner Latini, indicato da Mazzeranghi come colui che aveva seguito più da vicino la vicenda. Tuttavia, a domanda, ha risposto: « Fu una nostra scelta, indicare che era solo una relazione. Non era corretto chiamarlo dvr. C'erano delle carenze. Era qualcosa che ci somiglia ma non è uguale » . Carta gli ha mostrato un documento in cui Nave Vespucci scriveva la parola "depennare " nella parte della bozza in cui Mecq parlava di "lavori in quota " . E gli ha ricordato che, sentito a caldo, aveva definito « di basso profilo » il documento prodotto per Nave Vespucci, perch é « non abbastanza dettagliato » . Pressato dal giudice, Latini ha detto: « Cambiammo il nome al documento, perch é dopo aver discusso non eravamo riusciti a implementare le migliorie proposte. Con quei contenuti non potevo fare un dvr » . - c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Foto: Lo splendido veliero della Marina militare "Amerigo Vespucci "

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