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01/07/2021

Monti punta al bis

MF - ANTONIO GIORDANO

IL PRESIDENTE DELL'AUTORITÀ PORTUALE DELLA SICILIA OCCIDENTALE
Audizione informale alla commissione della camera sulla ricandidatura. "Ho trovato una situazione disastrosa con 150 milioni bloccati e banchine sequestrate" Ed oggi il porto rappresenta une delle prime "industrie" di Palermo
Il Presidente dell'Autorità portuale della Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, ha avanzato la propria ricandidatura alla guida dell'autorità che riunisce gli scali di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle (in provincia di Agrigento). Nel corso di una audizione informale alla commissione trasporti della Camera, Monti ha spiegato i motivi della propria ricandidatura illustrando ai commissari il lavoro fatto da quando si è insediato a Palermo nel giugno 2017. Forte di oltre mezzo milione di opere (tra collaudate e in cantiere) ma ancora di più dei 155 milioni di euro di cui è stato nominato commissario e altri 197 che provengono dal Pnrr, Monti ha spiegato come "ho presentato la mia ricandidatura per chiudere le cose messe in campo", ha spiegato, "e perché oggettivamente nel corso di questi 4 anni di esperienza, all'inizio molto molto duri, si è creato un feeling con le istituzioni e con coloro i quali lavorano nei quattro scali. Ho presentato la mia candidatura perché sono appassionato di quello che faccio". L'autorità ha fatto assunzioni passando dai 39 dipendenti agli attuali 81 ma ha anche stabilizzato i lavoratori portuali che lavorano part time prima dell'insediamento di Monti. Ultimo bilancio chiuso con un avanzo da 25 milioni di euro (la stessa voce era di una decina di migliaia di euro nel 2017), Monti non ha nascosto di avere trovato una azione "abbastanza disastrosa" al momento del suo insediamento. "C'erano due infrastrutture come Palermo e Termini che avevano due autorità che con la riforma si è allargata a Trapani e Porto Empedocle. Ho trovato 39 persone abbastanza sfiduciate che portavano avanti una macchina di due infrastrutture che avrebbero dovuto essere inserite in una rete core", ha detto ai commissari. In particolare il porto di Palermo si divideva tra servizi di accoglienza "non all'altezza", appalti bloccati e banchine sequestrate. "A Palermo c'era il sequestro di moltissime banchine e una carenza infrastrutturale con mancati dragaggi che impediva di ospitare naviglio di ultima generazione", ha spiegato Monti mentre il porto di Termini altro non era che "una landa desolata". "Troppo si era lasciato a terra", ha detto Monti che ha anche illustrato i lavori per i dragaggi di due porti sui quattro della autorità (Palermo e Termini), mentre a breve partiranno anche a Trapani. "Abbiamo messo in campo una azione importante, avevamo 150 milioni di euro in opere bloccate", ha spiegato, "adesso siamo in 81 e abbiamo collaudato opere per 298 milioni di euro negli ultimi quattro anni e abbiamo in cantiere ulteriori 200. Sono stato nominato commissario per lavori per 155 milioni di euro dall'attuale governo e abbiamo in cantiere altri 197 milioni attraverso il Pnrr". Monti, dunque, ha spiegato le motivazioni della sua candidatura ancora alla guida dell'autorità portuale della Sicilia occidentale. "Ho presentato la mia ricandidatura per chiudere le cose messe in campo", ha spiegato, "e perché oggettivamente nel corso di questi 4 anni di esperienza, all'inizio molto molto duri, si è creato un feeling con le istituzioni e con coloro i quali lavorano nei quattro scali. Ho presentato la mia candidatura perché sono appassionato di quello che faccio". Ma l'audizione è stata anche l'occasione per parlare del sistema degli appalti, secondo Monti profondamente da riformare. "Avere un unico strumento che non sia straordinario ma che diventi ordinario e che ci faccia uscire da un codice degli appalti che sembra essere stato scritto con bizantinismi degni del Medioevo forse aiuterebbe anche noi a realizzare le opere che sono necessarie e che penso siano necessarie anche per il sistema paese". Inoltre Monti ha spiegato come in Sicilia "manca un porto hub in Sicilia che possa sviluppare un rapporto con l'allargamento del canale di Suez che è la più grande opera fatta nel Meditteraneo" ma che questo porto hub, così come qualsiasi altra grande infrastruttura, debba essere collegata in una rete. In questa ottica è da inserire anche "il Ponte sullo Stretto" che "ha una imponente rilevanza per la Sicilia se e soltanto se è collegato ad una ricucitura in termini di dialogo tra le diverse modalità di trasporto in Sicilia. Impensabile che per arrivare da Palermo a Trapani ci vogliano 4 ore di treno e che, per spostare merci da Palermo a Porto Empedocle, possano essere necessarie dieci ore". (riproduzione riservata)