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07/01/2019

Montefano e padre Maggi, legame lungo 50 anni

Corriere Adriatico

L'OMAGGIO
Al via il grande progetto di recupero. Sarà sistemato il ponte di legno che collega la zona al centro
L'ex sindaco Simonetti: «Per tutti è stato un cambio di passo» MONTEFANO Oggi di 50 anni fa padre Alberto Maggi faceva il suo primo ingresso nel convento dei Servi di Maria di Montefano. Una data importante per la comunità non solo religiosa della cittadina, per la quale Alberto Maggi è diventato un punto di riferimento. A ricordare quanto la sua opera e il suo pensiero (è prossima l'uscita del suo libro "Due in condotta" per Garzanti) significhino per Montefano è l'ex sindaco Piermarino Simonetti. «L'esperienza personale che non rimane chiusa nelle pareti di un convento o uno studiolo di fine ricercatore dell'esegesi biblica, si trasforma in una leggera brezza vitale che scorre per le vie urbane di una cittadina», scrive. «Nei cinquant'anni passati dal quel 7 gennaio 1969, tutti i testimoni di quel periodo storico e sociale sono cambiati non soltanto negli anni che hanno in più, ma nella propria sensibilità culturale. Tra molti di questi, la presenza cosi lunga e fruttuosa di Alberto Maggi è stata non soltanto una conoscenza, ma affiancata alla sua esperienza empatia di vita. Negli anni '90, assieme a Ricardo Perez Marquez, la fondazione del Centro di studi biblici "Vannucci", polo autorevole di conoscenza e diffusione del messaggio dei Vangeli, ha rappresentato il cambio di passo. Da lì conferenze, settimane bibliche, e la pubblicazione di libri, passando per un lungo periodo di "frate scomodo ed eretico". Nel 1969, Alberto insieme ad altri giovani, passavano le sere d'estate, finita l'esperienza dei campi lavoro in campagna, seduti sulle scale del sagrato della chiesa di San Filippo, suonando la chitarra e cantando in diversi dialetti e lingue del mondo. Oggi si ascoltano voci e letterature, vite di passione religiosa e di fede, all'interno di un convento Centro di studi biblici, diventato un eccellente luogo di promozione culturale, non solo per Montefano. Cinquant'anni di permanenza a Montefano, (dopo che un primo approccio tra un giovane Alberto Maggi non ancora frate, e il paese avvenne in un teatro aperto anche oltre la mezzanotte del martedì grasso), sono un traguardo di stima di cui tutti si sono giovati».

Foto: Padre Alberto Maggi