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09/06/2020

Monitoraggio Covid, gare per mascherine: blitz della Finanza all’Unità di crisi

Corriere della Sera - S . Lor.

L'indagine
B andi di gara e affidamenti diretti per l'acquisto di mascherine da distribuire al personale ospedaliero e alla popolazione. E ancora: organizzazione e - soprattutto - falle del Servizio di Igiene e Sanità pubblica dell'Asl To 1 (Sisp) che avrebbe dovuto convogliare e classificare tutte le segnalazioni dei medici di base sui possibili pazienti Covid-19. Sono i due filoni investigativi su cui si sta concentrando l'attenzione della Procura. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno bussato alla porta dell'Unità di crisi in corso Marche. I militari si sono attivati su delega dei pm Elisa Buffa e Giovanni Caspani nell'ambito della più ampia indagine sull'intera gestione dell'emergenza coronavirus. Il fascicolo d'inchiesta è senza ipotesi reato e indagati e il blitz di ieri finalizzato all'acquisizione di documenti rappresenta il primo atto formale. Il contesto in cui si stanno muovendo gli investigatori è complesso. A causa della pandemia, le regole per la gestione delle gare sono cambiate e alcune norme stringenti del codice degli appalti sono state sospese: ciò non toglie che qualcuno si sia avvantaggiato in maniera non proprio cristallina.

Gli inquirenti hanno fatto copie di centinaia e centina di pagine relative a contratti, gare, accordi. Tra i documenti richiesti, anche l'atto costitutivo dell'Unità stessa e i verbali delle nomine dei componenti. Ma un'attenzione maniacale è stata dedicata agli approvvigionamenti delle mascherine acquistate con affidamento diretto o con bandi di gara attraverso le due società appaltanti: l'Asl To3 e Scr. Un fronte delicato, rimasto a lungo al centro di polemiche: in una prima fase per la penuria dei rifornimenti, poi per le caratteristiche tecniche dei prodotti. Appalti del valore di centinaia di migliaia di euro. Come quello per l'acquisto di 100 mila mascherine, per un valore di 122 mila euro. Nei documenti redatti dall'Asl To3 si spiegano le difficoltà a reperire il materiale «considerato un presidio indispensabile per la professione del personale sanitario e non» e la diretta necessità di procedere a un acquisto diretto. Tutto regolare, se non fosse che le mascherine consegnate all'Unità di crisi non erano adatte per essere distribuite a medici e infermieri. E non si sa che fine abbiano fatto. Poi c'è un altro acquisto, segnalato dalla stessa Unità, per 300 mila mascherine: l'ordine e il pagamento risalgono alla fine di marzo, ma ad oggi la fornitura non è stata ancora consegnata. Tante le procedure che secondo gli investigatori meritano approfondimenti. E a meritare verifiche certosine è anche la questione delle mail sparite dai terminali del Sisp. Le segnalazioni che gli stessi medici avevano inviato su casi sospetti positivi sono state bloccate da una casella di posta che si è rapidamente ingolfata: una parte dei pazienti non è stata ricontattata, altri sono stati interpellati parecchi giorni dopo.


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La vicenda

È cominciata da parte della Guardia di Finanza a Torino l'acquisizione di documenti sulle forniture di materiale sanitario nel periodo dell'emergenza sanitaria

Si tratta di uno dei fronti di indagine aperti dalla procura del capoluogo

I controlli riguardano incarichi e commesse gestiti da Scr (la società di committenza della Regione Piemonte) e dall'Asl 3