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12/06/2021

Moneyval, Vaticano promosso

Avvenire - MIMMO MUOLO

L'INDAGINE La giurisdizione della Santa Sede in materia finanziaria ha ottenuto cinque giudizi di efficacia "sostanziale", sei di efficacia "moderata" e nessuno di efficacia "bassa". Importante il ruolo che dal 2013 svolge il Comitato di sicurezza Cosifi
Pubblicato il Rapporto dei valutatori europei: aspetti da migliorare ma nessun giudizio negativo Barbagallo (Asif): «Riconosciuto quanto costruito lungo gli anni, frutto di un lavoro di squadra»
M oneyval promuove nuovamente la Santa Sede e la Città del Vaticano per l'efficace funzionamento del sistema di lotta al riciclaggio di denaro sporco e al finanziamento del terrorismo nel periodo 2017-2020. Ma assegna anche dei "compiti" da svolgere per il prossimo futuro. Il Rapporto dei valutatori europei è stato pubblicato ieri. E la Santa Sede lo ha accolto «con soddisfazione», insieme con «l'incoraggiamento a proseguire sulla strada intrapresa». Viene dunque assicurato massimo impegno «nel continuare il percorso di piena conformità ai migliori parametri internazionali e, a tale fine, si valuteranno con attenzione le raccomandazioni contenute nel Rapporto». In particolare la giurisdizione vaticana ha ottenuto ben cinque giudizi di efficacia «sostanziale» e sei di efficacia «moderata». In nessun caso è stato espresso un giudizio di efficacia «bassa» (i "voti" possibili sono quattro: efficacia «bassa», «moderata», «sostanziale» o «elevata»). Se si scende nei dettagli del Rapporto, si nota che a far pendere l'ago della bilancia verso la valutazione positiva è stata anche la creazione nel 2013 del Cosifi, il Comitato di sicurezza finanziaria, ossia l'organismo di coordinamento di diverse autorità della Santa Sede e della Città del Vaticano, presieduto dall'assessore per gli Affari della Segreteria di Stato, e coordinato dal direttore dell'Aif (Autorità di informazione finanziaria, poi divenuta Asif) nella veste di segretario. Questo organismo stabile di coordinamento e la valutazione dei rischi adottata nel 2018, e aggiornata nel 2019 sono stati riconosciuti come un punto di forza per la Santa Sede. Lo riconosce in un'intervista a Vatican News , anche l'attuale presidente dell'Asif, Carmelo Barbagallo, che parla dell'«incisiva azione di stimolo e coordinamento svolta dal Cosifi nel suo «ruolo di guida delle autorità competenti nella lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo». Il Comitato ha predisposto nel 2018 il primo rapporto di valutazione generale dei rischi (o national risk assessment ), che poi è stato aggiornato nel 2019. Si tratta in pratica di una diagnosi generale delle vulnerabilità e minacce, quindi dei possibili rischi, cui è esposto un Paese (in questo caso la Santa Sede-Città del Vaticano), per individuare le possibili "terapie" a tutti i livelli. Tre sono i pilastri su cui si regge l'analisi: l'Aif (vigilanza e informazione finanziaria), l'Ufficio del Promotore di giustizia e la Gendarmeria. Moneyval riconosce apertamente il ruolo centrale svolto negli anni dall'Aif per l'attività di antiriciclaggio e di lotta al finanziamento del terrorismo. I suoi rapporti di intelligence all'Ufficio del Promotore di giustizia sono giudicati di «buona qualità», nonostante la limitatezza delle risorse di personale nel periodo considerato e l'alto turnover del personale stesso, probabilmente attratto da incarichi più remunerativi in altri Stati (a questo proposito il Rapporto raccomanda per il futuro un'adeguata formazione del personale stesso). Del resto, Moneyval rileva che gran parte delle investigazioni condotte dal Promotore di giustizia e dalla Gendarmeria nel periodo in esame vengono da segnalazioni dell'Aif. Tra gli aspetti da migliorare si segnala che i risultati dell'attività giudiziaria, in particolare inquirente, sono «modesti» e in generale le indagini lunghe. Su questo ultimo punto, Barbagallo, nella citata intervista, afferma che «l'efficienza della giurisdizione vaticana dipende in parte da quella delle giurisdizioni estere nel fornire rapidamente le informazioni rilevanti richieste ai fini del completamento delle indagini stesse». Lo stesso rapporto Moneyval, al paragrafo 257, sottolinea che già nel 2019 l'aggiornamento della valutazione generale dei rischi (Gra) «aveva segnalato come una vulnerabilità il fatto che non tutti i pubblici ministeri offrono servizi esclusivi alla Santa Sede» e perciò aveva «osservato che potenziali conflitti e incompatibilità professionali non possono essere esclusi». Moneyval è sulla stessa linea. E suggerisce che «per evitare potenziali conflitti di interesse o la percezione di conflitti di interesse (e per l'efficacia complessiva dell'Ufficio del Promotore di Giustizia), i pubblici ministeri nominati in futuro dovrebbero lavorare esclusivamente per la Santa Sede durante i loro contratti, e non anche esercitare la professione legale in altre giurisdizioni contemporaneamente». Il Rapporto parla anche della perquisizione e del sequestro di documenti nella sede dell'Aif, che avvenne il 1° ottobre 2019 e che portò successivamente alla sospensione dell'Aif vaticana dal Gruppo Egmont per due mesi. A tal proposito si ricorda che «dalle discussioni con le autorità vaticane non è chiaro se le autorità giudiziarie abbiano effettuato una valutazione dei rischi in relazione alle potenziali conseguenze internazionali per l'Aif che sarebbero derivate da tale perquisizione e sequestro». L'Aif fu poi riammessa dopo la stipula, l'11 dicembre 2019, di un protocollo d'intesa con l'Ufficio del Promotore di Giustizia per regolamentare passo per passo la procedura da seguire «in caso di incidenti simili in futuro». «In questo Rapporto - fa notare Barbagallo - viene riconosciuto quanto è stato costruito lungo gli anni, frutto di un grande lavoro di squadra». Ma in futuro, dice il presidente dell'Asif, bisognerà «migliorare l'analisi dei rischi conseguenti a potenziali abusi finanziari da parte del personale interno al Vaticano (i cosiddetti insiders)». L'individuazione dell'Ufficio del Revisore generale come autorità anticorruzione e il nuovo Codice degli appalti vanno in questa direzione.

Foto: Una veduta panoramica di Piazza San Pietro