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23/02/2021

Moltiplicando leggi, iter e scartoffie la corruzione non si batte: si incentiva

La Verita' - Alberto Gentili

IL MESSAGGERO / LA VERITA DEGLI ALTRI
• Nella replica che ha preceduto alla Camera dei deputati il maxi voto di fiducia (535 sì, 56 no, 5 astenuti), Mario Draghi ha introdotto tre nuovi capitoli: la guerra senza quartiere a mafie e corruttori da tenere lontani dal Recovery pian, il giusto processo, gli aiuti alle piccole e medie imprese. Draghi ha cominciato aprendo, con il tono del professore, il dossier dedicato alle piccole e medie imprese. [...] Strettamente legata allo sviluppo, secondo Draghi, è «la lotta alla corruzione». «Un Paese capace di attrarre investitori anche internazionali, deve difendersi dai fenomeni corruttivi che rappresentano un veicolo di ingerenza criminale anche da parte delle mafie e un fattore disincentivante sul piano economico per gli effetti depressivi sulla competitività e la libera concorrenza», ha scandito il premier tra gli applausi. E ha aggiunto: «Ieri a proposito dello sviluppo del Mezzogiorno ho detto che sì, c'è il credito d'imposta, ma la prima cosa è assicurare legalità e sicurezza», perché «se manca quella base...». Applausi. Nella lotta alla corruzione, nel settore degli appalti pubblici, a giudizio di Draghi è «centrale il ruolo dell'Anac», ma «molto resta da fare» sul fronte della «prevenzione, oggi perseguita attraverso strumenti e meccanismi ancora troppo formali, che tolgono tempo a funzionari e cittadini e rendono meno efficace l'azione amministrativa, finendo così per alimentare più che prevenire i fenomeni di illegalità». Perciò «la semplificazione» ha «una funzione anticorruttiva». Ancora più chiaro: «Sono proprio la farraginosità degli iter e la moltiplicazione dei passaggi burocratici la causa di inaccettabili ritardi, ma anche il terreno fertile in cui si annidano e prosperano i fenomeni illeciti». Per il premier, dunque, la «semplificazione» della burocrazia e la «trasparenza» sono i «cardini», di «una efficace politica di prevenzione» contro la corruzione e le infiltrazioni mafiose. In più «la trasparenza è il presupposto logico: i cittadini devono poter far sentire la loro voce evalutare i processi decisionali pubblici». Draghi infine ha affrontato il capitolo giustizia. Un tema divisivo che fino a quel momento aveva solo sfiorato: «Non c'è dubbio che occorre migliorare l'efficienza della giustizia civile e penale», per introdurre «tutte le garanzie e i principi costituzionali per un processo giusto e di durata ragionevole». Boato dell'aula. [19 febbraio 2021]