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07/11/2020

«Molfetta, appalti truccati in cambio di regali e favori»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

L'I N C H I E S TA FASCICOLO DELLA PROCURA DI TRANI
Perquisizioni della Gdf, il sindaco Minervini tra i 23 indagati L'accusa: «Dalle imprese anche lavori nel lido dell'assessore»
l BARI. Gli operai di una delle ditte appaltatrici del Comune che effettuano lavori nel lido di proprietà dell'assessore. Un funzionario pubblico pedinato dalla Finanza mentre riceve da un imprenditore una bici destinata al figlio. Un ingegnere che ad aprile, in pieno lockdown, dichiara di essere uscito di casa per incontrare il funzionario con cui, adesso, è indagato per corruzione. È il quadro che emerge dall'inchiesta della Procura di Trani che ieri ha scosso il Comune di Molfetta: tra i destinatari delle perquisizioni eseguite dalla Finanza c'è anche il sindaco, Tommaso Minervini, alla guida di una coalizione di centrosinistra, insieme all'assessore ai lavori pubblici e ad una consigliera comunale di Forza Italia. L'indagine dei pm Francesco Aiello e Francesco Tosto coinvolge 23 persone e sette società e ipotizza, a vario titolo e secondo le diverse responsabilità, i reati di corruzione, turbata libertà nella scelta del contraente e peculato, oltre che gli illeciti amministrativi compiuti dalle società. Gli appalti sarebbero stati truccati o comunque affidati con espedienti strumentali per evitare la gara d'appalto: tra questi anche i monitoraggi ambientali sul cantiere del porto di Molfetta. I militari hanno sequestrato telefonini e computer negli uffici del Comune, oltre che nelle abitazioni e negli studi professionali delle persone coinvolte e sui cantieri delle opere. Sono complessivamente undici i capi di accusa contestati nel decreto di perquisizione in cui vengono ricostruiti, tra l'altro, i rapporti di conoscenza tra imprenditori e pubblici ufficiali. Minervini, 66 anni, che si è detto «tranquillo» e ha dichiarato «completa fiducia nell'operato della Magistratura», risponde di tre ipotesi di concorso in turbativa per l'af fidamento diretto dei lavori di riqualificazione di piazza Aldo Moro alla società Di Gregorio di Trani, per quelli relativi all'ex cementeria e per il monitoraggio ambientale del porto. Stessa accusa, a vario titolo, per l'assessore ai Lavori pubblici, Mariano Caputo, il segretario generale Irene Di Mauro e il funzionario Orazio Lisena, il dirigente Alessandro Binetti e i rappresentanti delle imprese coinvolte, oltre che un rappresentante del Cnr di Taranto. Caputo è accusato di corruzione per le presunte mazzette ricevute dall'imprenditore Valerio Di Gregorio a fronte dell'affidamento diretto della riqualificazione di piazza Moro. Stessa accusa è di corruzione (e peculato), insieme agli imprenditori Di Santo e Ladogana, anche per l'ap palto da 10 milioni per il rifacimento delle strade cittadine: uno dei tre lotti - secondo la Procura - sarebbe stato truccato da Caputo per favorire alcune ditte, e tra aprile e maggio scorsi gli operai delle imprese aggiudicatarie avrebbero eseguito lavori (la realizzazione di un parcheggio con il bitume destinato alle strade) nel lido «Marina Resort» che vede tra i soci anche l'assessore. Corruzione è l'accusa anche per l'ar chitetto Lisena, che avrebbe accettato regali (la bici) da due imprenditori in cambio di affidamenti diretti di lavori, e «utilità» dall'inge gnere Paolo Conforti (anche lui indagato) in cambio dell'affidamento alla Arevà di Conforti dell'incarico di progettazione del teatro comunale e quello di collaudo dei lavori di riqualificazione della biblioteca. Accusa di turbativa, infine, anche per la consigliera comunale Sara Castriotta e l'assessore Caputo in concorso con Lisena e due imprenditori: l'appalto per la riqualificazione di una scuola sarebbe stato truccato per affidarlo alla ditta di cui la consigliera era stata dipendente. Nel fascicolo d'inchiesta ci sarebbero altre ipotesi di reato di competenza di diverse Procure.

Foto: C'È ANCHE L'IPOTESI DI CORRUZIONE Nel mirino imprenditori e funzionari. Il primo cittadino risponde di turbativa per tre affidamenti diretti: «Sono tranquillo»


Foto: PERQUISITO Il Comune di Molfetta nel mirino per gli appalti