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03/03/2021

MOGLIANO Scoppia la polemica per l’aumento della r…

Il Gazzettino

MOGLIANO
Scoppia la polemica per l'aumento della retta per i posti comunali degli asili nido, che scatterà il prossimo anno scolastico, ma il sindaco ribatte: «In questo modo sarà possibile aiutare chi è maggiore difficoltà». Una decisione che però ha acceso subito un forte dibattito. «La rata è quasi raddoppiata rispetto a prima» sottolinea Mattia Sartorio, un genitore che si fa portavoce del malumore anche sui social. In una lettera inviata al sindaco e all'assessore Alice Ursella il presidente dei rappresentanti dei genitori dell'Asilo Lilliput contesta invece le modalità di notifica. «Un'informazione che ci saremmo aspettati arrivasse dall'ufficio istruzione e non dal gestore del servizio via email. Questo provvedimento per la maggioranza di noi significherà un aumento della retta fino al 60% con una spesa non indifferente per le famiglie. Una scelta che non trova giustificazione, se non nella volontà di fare cassa. All'incremento dell'esborso economico non è infatti corrisposto alcun miglioramento del servizio. Ad esempio il prolungamento di orario, visto che per molti di noi all'uscita alle 16:30 significa poi dover pagare una baby-sitter. Una scelta che lascia sconcertati in quanto presa durante un periodo difficilissimo per tutti».
LA GARA D'APPALTO
L'assessore alla scuola Martina Cocito, sostiene però che il principio che ha imposto una rivalutazione dei prezzi è la gara d'appalto prevista a settembre. L'ultima assegnazione è del 2013 e il costo del servizio attuale è molto più alto, bisognerà dunque vedere se chi vincerà la prossima gara sarà in grado di rivedere i prezzi a vantaggio della comunità. Attualmente il servizio è assegnato alla Società cooperativa Codess. «In 8 anni i prezzi solo lievitati e in questo periodo di pandemia abbiamo deciso di dare massima priorità alle fasce più deboli. Attualmente il sistema si basa sull'indicatore Isee - afferma Cocito - a differenza di prima, dove era previsto un importo unico di 380 euro indipendentemente dal reddito per chi stava sopra la soglia dei 10mila euro. Questa situazione non era secondo noi più sostenibile e quindi abbiamo previsto di dividere tutto in 4 scaglioni di reddito: da zero a 10mila euro, da 10 mila a 35 mila, da 35 mila a 50 mila e oltre 50 mila». «Questa nuova formula secondo noi è ottima, perché mentre prima con un Isee di 12 mila euro si pagavano anche 380 euro, adesso se ne pagheranno meno di 200, quindi per arrivare alla vecchia cifra di 380 bisognerà avere un Isee di circa 24mila euro. Tuttavia abbiamo ritenuto che da 35mila euro in su si potesse corrispondere un importo unitario di 600 euro».
IL SOSTEGNO
Il Comune comunque interviene a calmierare le rette. Significa che in base alla tariffa proposta dal concessionario interviene poi l'amministrazione coprendo la differenza oltre quota di 600 euro. Per esempio dai 35 ai 50mila si pagheranno 600 euro mentre sopra i 50 invece dovrà essere corrisposta la quota per intero. «Auspichiamo che un domani ci possa essere un ribasso in base a chi vincerà la gara d'appalto e si possa fare un correttivo per milgiorare le tariffe. Attualmente rispetto alla gara precedente, il servizio costa di più di qualche anno fa e invece di spalmare i costi su tutti, abbiamo deciso di rivolgere una particolare attenzione proprio alle fasce più deboli che hanno un Isee vicino ai 24mila e pagano un importo più o meno vicino a quello che pagavano prima, cioè 380 euro, ma chi è più basso pagherà molto meno di prima». Chi si troverà con la rata raddoppiata sono coloro che si posizionano sopra i 35 mila euro di coefficiente ISEE. «Chi ha un reddito alto non dovrebbe lamentarsi, c'è chi è in difficoltà e va aiutato» afferma il sindaco Davide Bortolato.
Fabio B. Mason
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