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02/07/2021

“Modificate il codice degli appalti Così è a rischio il nostro lavoro”

La Stampa - MARCELLO GIORDANI

Ieri lo sciopero degli addetti dei servizi ambientali contro l'articolo che impone l'esternalizzazione delle attività IL CASO
NOVARA Un articolo di legge che mette a rischio centinaia di posti di lavoro nelle province di Novara e del Vco. Sono circa 1.200 gli addetti ai servizi ambientali ed energetici occupati sul territorio, e ieri sono scesi in piazza davanti alla Prefettura per chiedere al Governo la revoca dell'articolo 177 del codice degli appalti. Un articolo che obbliga dal prossimo gennaio le aziende del settore a esternalizzare l'80% delle attività, per evitare il rischio dei monopoli e favorire la concorrenza. «Significa - spiega Luciano Statella, della Uil, dipendente per 40 anni di Assa, da poco in pensione - che un'azienda come Assa, che ha 185 dipendenti, dovrà esternalizzare quasi tutti i servizi, e i posti a rischio saranno almeno 150. È un'assurdità, significa che i servizi verranno assegnati in gran parte a cooperative o imprese multiservizi». A farne le spese, aggiunge Luciano Miraglia, della Cgil, saranno i lavoratori: «Il settore dei servizi ambientali esige l'applicazione di norme rigorose in fatto di sicurezza e tutela dei lavoratori, basta pensare ai carichi e alle condizioni di lavoro: tutto questo, se si dovrà fare questo "spezzatino" fra tante piccole imprese, rischia di scomparire: i lavoratori finiranno per avere un peggioramento contrattuale. Ecco perché ci battiamo perché questo non accada. Ma c'è di più, salterà la qualità dei servizi di cui oggi possono disporre i cittadini». Vincenzo Campagnuolo è un autista della Iren, una delle società che si occupa della raccolta dei rifiuti nella zona di Novara e che, se non verrà abrogato l'articolo tanto contestato, sarà costretta anche lei all'esternalizzazione di quasi tutte le attività: «Noi svolgiamo già un lavoro molto faticoso e abbiamo il cantiere alle porte di Novara, all'ex Brambati. Già ora abbiamo problemi di organico, figuriamoci se dovessero subentrare tante piccole imprese, non avremmo più nessun tipo di garanzia!». Isacco Kyeremanteng è arrivato a Novara dal Ghana nel 1990 e allora ha trovato subito lavoro nei servizi ambientali: «Oggi riusciamo a percepire uno stipendio soddisfacente, parlo almeno come autista, che va dai 1.400 ai 1.500 euro al mese. Se dovesse andare in porto questa legge la paga mensile scenderebbe sotto i mille euro e soprattutto il contratto non sarebbe più a tempo indeterminato. Saremmo esposti a qualsiasi imprevisto». È autista delle ditte di servizi ambientali anche Pantaleone Contartese: «Lo faccio da quindici anni, e nonostante sia molto impegnativo e usurante, perché sono impegnato dalle sei del mattino alle nove di sera, fornisce sicurezza economica. Questa novità azzera tutto». Prima del sit in un gruppo di lavoratori ha illustrato in corso Cavour al sindaco Alessandro Canelli le motivazioni della protesta. -

Foto: PAOLO MIGLIAVACCA


Foto: Ieri la protesta davanti alla prefettura e l'incontro con il sindaco di Novara Alessandro Canelli