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28/05/2020

Modifica al Codice dell’ambiente per aiutare Bussi

Il Messaggero

L'annuncio del sottosegretario Morassut per sbloccare la paralisi della bonifica determinata dall'annullamento della gara d'appalto
LA BOMBA ECOLOGICA
BUSSI Il Codice dell'ambiente sarà rivisto per velocizzare la bonifica dei 45 Sin sparsi sulla penisola. L'annuncio del sottosegretario all'Ambiente, Roberto Morassut, è l'ultima delle sorprese arrivate negli ultimi giorni dal palazzo di via Cristoforo Colombo. Un ministero che per il Sin di Bussi non si è certo distinto per efficienza. Tredici anni di attesa culminati, nei giorni scorsi, con la revoca della gara d'appalto della bonifica delle discariche 2a e 2b, aggiudicata nel 2018 in base ad un progetto presentato nel 2015 dal commissario Adriano Goio. Difficile capire quanto il caso Bussi possa aver pesato sulla decisione di dare una svolta alle procedure per la bonifica dei Sin d'Italia. Di certo l'annuncio arriva nel momento in cui, per quel che riguarda Bussi, la legittimità dell'operato del ministero è messo in discussione da più parti. Documenti alla mano, il Forum H2O dimostra che la revoca della gara per la bonifica delle discariche 2a e 2b, che lascia ora il compito a Edison, si basa su motivazioni infondate. Dopo il parere dell'Avvocatura dello Stato, che parla di rischio di un contenzioso con l'impresa vincitrice, il Forum rivela un documento dell'Arta, datato 2015, che smentisce quanto affermato pochi giorni fa dal direttore generale del ministero Giuseppe Lo Presti. «Una delle tre criticità tecniche sollevate, sulla base di un parere interlocutorio del Consiglio superiore dei lavori pubblici, spacciato come esiziale rivela il Forum - riguardava la mancanza della procedura di analisi di rischio. È una motivazione infondata in quanto si stratta di una procedura semplificata. L'analisi di rischio, poi, non si applica ai rifiuti ma solo ai terreni contaminati, e lì ci sono soprattutto rifiuti, essendo due ex discariche. Inoltre anche la caratterizzazione, con la procedura semplificata, viene rinviata a dopo l'intervento di rimozione dei materiali. Il documento dell'Arta era stato inviato anche al ministero dell'Ambiente che evidentemente non ebbe nulla a che ridire con l'allora direttore Pernice, così come nessuna criticità rilevò l'altro direttore Laura D'Aprile. Ora, fuori tempo massimo, dopo ben 5 anni, a gara aggiudicata si vorrebbe far valere una criticità che addirittura non esiste».
LA LINEA GOIO
Dunque il commissario Adriano Goio aveva visto giusto. Sembrano, invece, essere stati un po' distratti i funzionari del Ministero che, sottolineano al Forum, «in questi mesi hanno tirato su un fragile castello di carta senza neanche rispettare le norme sulla trasparenza, esponendo il paese a potenziali ricorsi milionari». Di qui l'invito al ministro Sergio Costa a fermare «questa assurda procedura di revoca, imputando a Edison i costi della realizzazione del progetto del commissario. A meno che non si voglia ridare le chiavi del futuro a Edison». Per ora, per dirla con l'onorevole Morassut, a Bussi e negli altri 44 Sin, che messi insieme fanno oltre 170mila ettari di territorio inquinato, la grande emergenza continua.
Floriana Bucci
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