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13/03/2021

Modeste proposte su innovazione, ricerca e trasformazione digitale

Il Foglio - Alfonso Fuggetta

GOVERNARE IL RIMBALZO
Sui temi della ricerca, dell ' innova zione e della trasformazione digitale il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è da rivedere sostanzialmente, sia dal punto di vista della sua struttura complessiva sia per ciò che concerne i contenuti specifici. Infrastrutture di rete. Il paese ha bisogno di una moderna infrastruttura di rete. Benché negli ultimi anni si siano indubbiamente fatti dei passi in avanti, è vitale accelerare il processo di sviluppo della rete per completare il percorso di copertura del territorio e per fornire servizi in linea con i bisogni del paese. In particolare, servono connessioni in fibra Ftth/b e wireless 5G. Sono tecnologie diverse che svolgono funzioni complementari. Le seconde non possono sostituire le prime, se non per alcune particolari situazioni o zone del territorio per le quali può essere utile avere soluzioni Fwa (Fixed wireless access). Altre tecnologie sono inadeguate a fornire soluzioni future-proof. Per quanto riguarda la diffusione, è vitale accelerare la copertura dei distretti industriali, dell ' hinter land delle città, delle zone a vocazione turistica e di tutte le aree che si vogliono qualificare. In generale, le reti non sono solo necessarie dove già esiste la domanda, ma anche come strumento di valorizzazione dei territori (come l ' emergere del lavoro a distanza ha in questi mesi dimostrato). Competenze. Lo sviluppo economico, sociale e culturale del paese deve ripartire da un investimento di lungo periodo su competenze e istruzione. E ' vitale innalzare il livello medio di for mazione dei giovani e dei cittadini in generale. Ciò richiede un investimento pluriennale in edilizia scolastica, servizi di orientamento e di lotta alla dispersione scolastica, formazione degli insegnanti, ripensamento dei programmi scolastici, rilancio dei processi di formazione permanente e di sviluppo del capitale umano delle imprese. In questo contesto, alcuni temi sono particolarmente importanti: il ripensamento dei cicli scolastici, il potenziamento degli Its, un radicale rafforzamento delle competenze (soprattutto in tema di digitale) nelle amministrazioni pubbliche. Per quest ' ultimo pun to, un vasto piano di reclutamento di personale pubblico è già previsto e finanziato in bilancio. Quello che occorre è mirarlo in modo ferocemente rigoroso e selettivo, finalizzandolo esclusivamente alla riqualificazione digitale, tecnica e manageriale delle Pa. Per l ' università, è vitale garantire autonomia agli atenei con meccanismi di piena competizione e valutazione da parte del mercato (e non di organismi autoreferenziali). L ' aumento degli investimenti pubblici sul settore universitario deve essere preceduto e accompagnato da un profondo e permanente processo di analisi e valutazione della capacità formativa e di ricerca degli atenei (capacity planning) per indirizzare investimenti laddove maggiori sono i bisogni e le carenze delle strutture esistenti. Trasformazione digitale della Pa. Le amministrazioni del paese sono spesso frenate e incapaci di offrire quei servizi e quel sostegno di cui la società civile e l ' economia hanno bisogno. I procedimenti sono spesso compartimentalizzati e riflettono una organizzazione a silos. Dobbiamo far sparire la burocrazia fine a sé stessa (i certificati, per esempio) e introdurre servizi realmente utili ai cittadini nei campi chiave della sanità, del lavoro, dell ' istruzione, degli investimenti, della gestione della spesa pubblica. Le parole chiave devono essere disappearing burocracy e citizen-valued services. In particolare, negli anni scorsi l ' enfasi dell ' azione di governo è stata centrata (sia a livello centrale che locale) sullo sviluppo e sulla fornitura di servizi di front-end (portali, app, sistemi di pagamento, identità digitale). Dobbiamo invece affrontare con decisione il tema del ripensamento dei processi e delle organizzazioni rendendo possibile la comunicazione diretta tra amministrazioni e, dal punto di vista informatico, la piena interoperabilità dei back-end, il consolidamento delle basi di dati del paese, la razionalizzazione del parco applicativi, premessa quest ' ultima indispensa bile anche per il passaggio al cloud e l ' ottimizzazione dei centri di calcolo e dei sistemi di elaborazione delle amministrazioni. Il pubblico dovrà sempre più concentrarsi sulla gestione degli asset strategici del paese (base di dati e sistemi di back-end), lasciando spazio ai privati per quanto riguarda l ' erogazione dei servizi di front-end. Per i servizi cloud, il pubblico deve presidiare e gestire direttamente solo i casi nei quali siano presenti particolari requisiti che rendono non praticabile e inopportuno l ' accesso al mercato. In tal caso, ha senso definire soluzioni gestite attraverso partnership pubblico-privato di medio-lungo periodo. Importante in questo campo è la valorizzazione dell ' iniziativa Gaia-X e la sua applicazione al contesto italiano. Sostegno alle imprese. Le imprese italiane hanno saputo in molti casi inserirsi nella competizione internazionale e crescere nonostante le crisi che si sono succedute e i tanti limiti del sistema paese. Questo sviluppo ha due forti limiti: è disomogeneo e non coinvolge in modo organico e diffuso tutte le realtà del paese, specialmente dal punto di vista territoriale; deve essere ulteriormente promosso, rilanciato e anzi rinnovato nel tempo per tenere conto delle crescenti sfide che le imprese e il paese nel suo complesso si trovano ad affrontare. La dimensione mediamente piccola delle imprese non aiuta. Al tempo stesso, abbiamo assistito alla moltiplicazione disorganica di tante iniziative di sostegno ai processi di innovazione (parchi scientifici, cluster, digital innovation hub, competence center, centri di innovazione, strutture di raccordo) che spesso non hanno una reale capacità di intervento sui processi di innovazione delle imprese né un modello di intervento e economico di funzionamento sostenibile nel tempo. Infine, le politiche pubbliche di incentivazione sono spesso lente, discontinue e incapaci di cogliere le reali esigenze delle imprese. E ' vitale incenti vare e facilitare la nascita, la patrimonializzazione e l ' investimento nella crescita dimensionale delle imprese. E ' importante che strumenti come quelli previsti da EneaTech e Cdp vadano a potenziare e non a sostituire l ' azione degli attori del mercato (ven ture capital e private equity), condividendone il rischio nei casi maggiormente sfidanti e per questo motivo promettenti. Inoltre, è vitale spingere le imprese a investire e innovare attraverso strumenti di supporto che incidano in modo immediato e concreto sul loro conto economico (e non solo sul flusso di cassa come i prestiti agevolati). Da questo punto di vista, meccanismi come " l ' euro match " (un euro di contributo pubblico a fronte di un euro di investimento privato) e i crediti di imposta (se di ampia e non marginale applicazione) rispondono pienamente a questi bisogni. Essi devono essere premianti e rafforzati nel momento in cui l ' impresa che usufruisce di questi strumenti affida contratti a università, centri di ricerca e innovazione pubblici e privati, start up innovative, portando da un lato a un rafforzamento di quegli attori del mondo dell ' offerta che sono realmente in gra do di offrire un contributo concreto e fattivo e, dall ' altro, spingendo le im prese ad aprirsi a competenze e contributi esterni (la vera open innovation). Questi strumenti devono essere neutrali rispetto ai settori economici (l ' eventuale scelta a livello governati vo di " settori campione " deve essere effettuata con grandissima prudenza e attenzione) e vanno resi strutturali e permanenti, così da offrire un contesto consolidato e certo che permetta alle imprese di investire in modo ragionato sul medio-lungo periodo. Il pubblico deve altresì operare per qualificare l ' offerta di servizi di inno vazione, non tramite finanziamenti alla creazione di nuove strutture, ma attraverso processi di certificazione e valutazione delle realtà più competitive, come già in parte accade con i centri Mise per il trasferimento tecnologico Industria 4.0 e la selezione delle reti degli European digital innovation hub (vedi la rete InnovAction che abbiamo creato con Fondazione Links, Fondazione Bruno Kessler, Cefriel e Campania New Steel). Governance. Uno dei principali ostacoli per i processi di innovazione nelle amministrazioni pubbliche del paese è la mancanza di una governance chiara che permetta di coordinare il lavoro di strutture centrali, regionali e locali. Benché la Costituzione (art. 117)) affidi allo stato un ruolo cruciale in tema di " coordinamento informati vo statistico e informatico dei dati dell ' amministrazione statale, regiona le e locale " , esso è nei fatti disatteso. Manca sia una reale e forte governance orizzontale (tra strutture centrali, tra regioni, tra enti locali) che verticale (dallo stato alle regioni agli enti locali). Con la pandemia ciò emerso chiaramente: tutte le amministrazioni hanno proceduto in ordine sparso, con il risultato che mancano dati e procedure comuni e integrate. Il tema della governance si trascina da decenni. E ' giunto il momento di risolverlo in modo radicale. In caso contrario non avremo alcun reale cambiamento che abbia un concreto impatto sulla vita di cittadini, imprese e società in generale. Sostegno alla ricerca. L ' attività di ri cerca è diversa dall ' innovazione. Men tre quest ' ultima ha come obiettivo l ' impatto sul mercato, la ricerca deve creare conoscenza, anche quando non si intravedessero impatti concreti a breve termine. Per questo motivo è necessario attivare programmi pubblici di finanziamento alla ricerca che operino tramite bandi aperti e competitivi (dal punto di vista dei processi di attribuzione dei fondi) a tre livelli: risorse per singoli ricercatori (sul modello dei grant Erc); risorse per le strutture di ricerca (vedi bandi Prin e Pnr); risorse per programmi di ricerca congiunta tra università, centri di ricerca e industria. In quest ' ultimo caso è utile prevede re bandi per progetti pre-competitivi di medio periodo (3-5 anni) per i quali ha effettivamente senso prevedere la collaborazione di una molteplicità di attori pubblici e privati (a differenza di quanto invece caratterizza i processi di innovazione/applicazione). E ' inoltre vi tale potenziare le infrastrutture e le piattaforme sperimentali che permettano di espandere e rafforzare la capacità di ricerca delle strutture di qualità esistenti: per esempio, laboratori sperimentali e di prova delle università o sistemi di supercalcolo a supporto dei programmi di ricerca. La creazione di nuove strutture di ricerche da zero richiede investimenti pluriennali (come il caso IIT ha dimostrato) e deve essere perseguito solo se non ci siano strutture esistenti sulle quali far leva per ottenere un impatto concreto sulle dinamiche della ricerca. Procurement pubblico. E ' vitale defi nire policy di procurement per servizi critici come il cloud e lo sviluppo e gestione dei sistemi informatici che, nel rispetto del mercato e dei principi di trasparenza e legalità, evitino da un lato di replicare nel pubblico quanto già il mercato è in grado di offrire e, dall ' al tro, garantiscano che le strutture pubbliche possano dotarsi in tempi rapidi e certi degli strumenti necessari per svolgere i propri compiti istituzionali. Per i servizi digitali, è necessario rivedere il codice degli appalti, il ruolo di Consip e la funzione delle molte società pubbliche di It che operano a tutti i livelli dell ' amministrazione pubblica. La re gia strategica deve essere delle amministrazioni e non delle stazioni appaltanti, i cui contratti devono orientati all ' efficacia e velocità del processo di procurement e non solo alla riduzione dei costi ottenuta accorpando in modo acritico la domanda. In generale, il pubblico deve essere innanzi tutto un acquirente oculato dei servizi di mercato e non un operatore economico che opera in competizione con chi questi servizi è in grado di erogare con costi e qualità superiori. Due note a margine. Le azioni da mettere in campo sono molte, interdipendenti, complesse, e coinvolgono moltissime strutture pubbliche e private. Se vogliamo avere effetti concreti è vitale che venga definito un programma di lavoro pluriennale che parallelizzi al massimo azioni e iniziative, riducendo al minimo il cammino critico. Inoltre è vitale coordinare la scrittura del Pnrr con le azioni legislative di supporto per coprire quanto non fosse possibile inserire direttamente nel Pnrr stesso. Alfonso Fuggetta Cefriel - Politecnico di Milano