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21/11/2019

Mocella “Denunciai tutto ma non è finita questa è soltanto la punta dell’iceberg”

La Repubblica - Bianca De Fazio

L'intervista
«Temo si tratti solo della punta dell'iceberg. Arresti e sequestri di queste ultime ore "raccontano" solo in parte quanto temiamo accadesse in alcune stanze del Cnr». Vito Mocella - il ricercatore del Centro nazionale per le ricerche che qualche anno fa fu insignito dell'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica dal presidente Napolitano - è stato tra i primi a denunciare quei contratti sospetti, quei rapporti poco chiari tra società e funzionari del Cnr. «Una girandola di società, di contratti, di consulenze. Società che aprivano e chiudevano giusto in tempo per l'uno o l'altro affidamento. Poi, magari, sparivano. O venivano costituite a pochi giorni dal contratto che avrebbero di lì a poco stipulato col Cnr».
Per stipulare un contratto con un ente pubblico quale il Cnr non è obbligatorio un bando pubblico? «Certo. E per questo le consulenze e i contratti da noi denunciati erano sempre appena al di sotto della soglia che la legge fissa per affidamenti privati. Sempre al di sotto dei 40 mila euro oltre i quali i bandi sarebbero stati indispensabili». Gli arresti di queste ore danno ragione alle denunce e ai mal di pancia in casa Cnr.
«Ma non siamo contenti. Intanto non ci fa piacere che del Cnr si debba parlare per gli scandali piuttosto che per il lavoro di ricerca che tutti conduciamo. Poi ci inducono ad altri interrogativi».
Quali? «Perché Di Bitetto è stato tanto a lungo protetto? Perché non si è avviato un procedimento disciplinare all'indomani delle perquisizioni e delle notizie sull'inchiesta? Lo avevo esplicitamente chiesto, anche nel mio ruolo di ex rappresentante dei ricercatori in cda».
Ex? «Non sono stato rieletto. E proprio Di Bitetto ha pubblicamente appoggiato, in campagna elettorale, il mio avversario».
L'ex direttore generale si dimise proprio sotto i colpi delle inchieste e delle critiche interne.
«Avrebbe dovuto dimettersi subito.
E invece a lungo ha fatto come se nulla fosse».
E ora si è spostato all'università.
«Forse sperava di essere dimenticato. È diventato responsabile per i contratti all'università di Milano Bicocca, scelto per quel ruolo dal rettore Cristina Messa proprio in prossimità della scadenza del suo mandato.
Una università, quella milanese, che ha intensi rapporti con il Cnr».
Le sue denunce risalgono a febbraio del 2017, lo stesso periodo in cui si scoperchiò la pentola Cnr.
«Ma i fatti relativi all'inchiesta sono precedenti. Un intreccio di società e consulenze, di contratti e affidamenti, del quale abbiamo sospettato in molti. C'erano persino contratti che si ripetevano sempre uguali. E poi le intercettazioni...».
Di Bitetto chiese "due babà" in cambio di qualcosa. E il Cnr? «Ora i vertici sostengono che la struttura ha gli anticorpi per difendersi. Ma se non ci fossero stati appoggi, se nessuno avesse chiuso un occhio, non saremmo arrivati ad oltre due milioni di profitto, secondo quanto ipotizzato dalla Procura»..

Foto: Nella foto sopra il ricercatore Vito Mocella che nel febbraio del 2017 denunciò i rapporti poco chiari tra società e funzionari del Cnr