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17/10/2020

«Mobilità in crisi, ma noi avevamo un piano»

Libero - TOMMASO MONTESANO

Il governo snobba la proposta di Valditara sui trasporti
■ «Buttare addosso ai cittadini, e alle Regioni, la responsabilità di evitare il nuovo lockdown - che sarebbe catastrofico per il Paese - è ingiusto e scorretto. Sento parlare di "rilassamento" degli italiani, ma qui l'unico "rilassamento" è stato quello del governo: durante l'estate sono stati persi mesi preziosi per l'adozione di una strategia nazionale contro il virus. Sono mancati totalmente il coordinamento e la programmazione centrale. Su tutto: tamponi, vaccini, medicinali, posti in terapia intensiva e trasporto pubblico locale». Giuseppe Valditara è professore di diritto romano e coordinatore del think tank Lettera 150 . «Molte criticità che stanno emergendo adesso le avevamo segnalate allora. Non è stato fatto nulla. Ad agosto mettemmo in guardia su quello che sarebbe accaduto sul trasporto locale con la ripresa di scuola e attività lavorative. Invece su frequenza delle corse e parco degli automezzi non è stato fatto niente». Tamponi: per il governo sono un successo 150mila al giorno. «Noi dimostrammo a maggio che sarebbe stato possibile processarne almeno 400mila ogni giorno. È mancato totalmente un piano per gli screening di massa, anche attraverso il ricorso ai centri diagnostici privati». Ora l'altra emergenza è quella del trasporto pubblico locale: qual è la sua ricetta? «Intanto bisognerebbe eliminare la chiusura dei centri storici alle automobili private: è demenziale. Se i cittadini potessero usare i propri mezzi per raggiungere il cuore delle città, ci sarebbe meno pressione sui mezzi pubblici. E poi bisognava potenziare sia le corse, sia gli stessi automezzi, utilizzando la procedura d'urgenza prevista dal codice degli appalti, in un mese si potevano fare le gare». E poi cos'altro è mancato? «Penso alle scorte per i medicinali strategici e ai vaccini anti-influenzali, ad esempio. Che disponibilità c'è dell'anti-virale Remdesivir? E perché nelle Regioni non si trovano i vaccini contro l'influenza? Che fine hanno fatto i nuovi posti in terapia intensiva?». Una delle maggiori criticità riguarda i contagi nelle famiglie. «Noi avevamo proposto di individuare strutture alternative, penso soprattutto agli alberghi, dove, su base volontaria, far trascorrere la quarantena ai soggetti positivi conviventi. Se il contagio avviene in famiglia, dobbiamo consentire ai positivi di stare alcuni giorni lontani». Altro elemento di scontro è proprio la durata della quarantena. «Dopo 14 giorni, di cui gli ultimi tre senza sintomi, occorre eliminare l'obbligo di reclusione domiciliare per chi sia stato positivo sintomatico. E questo senza la necessità di un ulteriore tampone di controllo. Una procedura raccomandata dall'Oms». In Campania il governatore Vincenzo De Luca ha chiuso scuole e atenei per due settimane: è d'accordo? «Laddove non ci fossero le condizioni per assicurare il distanziamento e gli spazi idonei, le università potrebbero tornare alla didattica a distanza. Sui cicli di istruzione inferiori dobbiamo invece resistere, il futuro dei nostri giovani è troppo importante». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Giuseppe Valditara