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19/05/2021

«Ministro, il turismo non si fa con i rubinetti sempre a secco» Garavaglia attaccato da Chiappori: durante la sua visita, non una parola sulla crisi idrica la protesta dei sindaci del golfo dianese

Il Secolo XIX - Andrea Pomati

Andrea PomatiDa una parte l'esasperazione per una situazione, quella della crisi idrica, che si trascina ormai da anni e si ripresenta, beffardamente puntuale, a ogni inizio della stagione estiva. Dall'altra parte lo sconforto per non aver trovato l'importante argomento sul tavolo del recente incontro con il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, in visita nell'imperiese. Un mix micidiale, che fa esplodere la rabbia dei sindaci del Golfo Dianese, che ancora la settimana scorsa, proprio a poche ore dalla visita dell'esponente di Governo, si sono ritrovati con i rubinetti all'asciutto per quasi due giorni. Sottolinea il primo cittadino di Diano Giacomo Chiappori: «Sarebbe stato meglio che prima dell'incontro si fosse parlato con tutti i sindaci per esporre i problemi concreti di tutti. Sul turismo gravitano mille cose, a cominciare dalle infrastrutture. A noi serve il Tenda, il traforo Armo-Cantarana, che si può fare, così come il completamento della ferrovia, senza però andare a cercare quello che non c'è, come l'autostrada Albenga-Carcare-Predosa. Ma, prima ancora, il turismo si fa con l'acqua nei tubi e non con i rubinetti a secco. Noi sindaci del Dianese sono 11 anni che aspettiamo e di questo nessuno ne ha parlato. Speriamo ora che, veramente, prosegua il progetto del presidente Giovanni Toti e del commissario dell'Ato idrico Gaia Checcucci. È del tutto evidente che serve anche la deroga al Codice degli appalti, per fare l'opera in pochi mesi, come si è fatto per il nuovo ponte di Genova. Questa infatti è un'emergenza a tutti gli effetti. Se la gente si ritroverà senz'acqua in piena estate, li accompagnerò tutti sotto la Prefettura di Imperia». L'ennesima rottura dell'acquedotto del Roja si era verificata nel pomeriggio di giovedì scorso, in via Saponiera a Diano. I tecnici di Rivieracqua, per intervenire, avevano dovuto sospendere l'erogazione idrica in tutto il Golfo. L'acqua è tornata a sgorgare solo nel tardo pomeriggio del successivo venerdì. Nel frattempo il sindaco di Cervo, Lina Cha, aveva disposto la chiusura delle scuole nella mattinata di venerdì. Spiega la Cha: «È una situazione insostenibile. La chiusura delle scuole? È impossibile garantire i servizi essenziali di igiene, soprattutto nel pieno di un'emergenza sanitaria. Inoltre, senz'acqua anche la mensa scolastica non può funzionare. Dopo un periodo già difficile, è inaccettabile trovarsi alle porte della nuova stagione estiva, senza la garanzia di un servizio primario come l'acqua, indispensabile se si vuole fare turismo. Una situazione vergognosa, in particolare per un territorio come Cervo e tutto il Golfo Dianese, a grandissima vocazione turistica». --