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10/06/2019

«Minibot? Se Draghi dice no ci dia lui un’altra soluzione»

La Verita' - LUCA TELESE

l`intervista andrea cioffi
Il sottosegretario grillino al Mise: «I debiti della Pa vanno pagati, io stesso ho un eredito di 100.000 euro Noi fagocitati dalla Lega? Sono fiducioso, recupereremo i voti persi»
Sottosegretario Cioffì, il M5S ha perso, non è che Salvini vi divora? «Una bella batosta. I Ma io sono uno di quelli che se mi vuoi fermare devi spararmi». Stessa cosa per il Movimento? Avete perso 6 milioni di voti ! «Li recupereremo. Le cose che siamo facendo al governo sono molto importanti. Ma hanno bisogno di tempo». E voi questo tempo 1d avete? E se la gente incominciasse ad avere nostalgia dei "competenti"? «E chi sarebbero "i competenti"? Io sono un ingegnere con 25 anni di esperienza come direttore nei lavori pubblici. Sa la prima cosa che ho capito quando nel 2013 sono entrato in Commissione?». Quale? «Che lì, tra i competenti, nessuno aveva esperienza di opere, di come funzionano i cantieri». Mi faccia un esempio. «Tutti i miei colleglli pensavano ancora che si rubasse con le varianti di progetto». Perché, come si ruba, oggi? «Soprattutto con le riserve. Un intervento di manipo.azione dell'appalto più nascosto, più fine». Mi spieghi meglio. «È una partita che l'impresa si gioca con 0 direttore dei lavori. Più difficile individuarlo». Ad esempio? «Come fai a dire che una società non ha avuto il fermo mezzi di un mese per un ritardo, che ne so, nella fase di definizione del progetto? O un aggravio per un altro fattore che formalmente non modifica il capitolato? Il lavoro sulle riserve è diventato addirittura scienza. È nata una nuova categoria di avvocati che si specializzano e diventano "riservisti". E le imprese fanno a botte per accaparrarse li». Davvero? «Io, da direttore de. lavori, me me ne trovavo di fronte molti. Il nostro incubo era uno di loro, ferratissimo. Un ex geometra di cantiere diventato avvocato. S s b incontravi ti faceva vedere i sorci rerdi. Da ex geometra conosceva tutte le criticità. Da avvocato sapeva come impugnarle». Altro esempio? «Una volta dovevo lare un impianto di depurazione a Tramonti, in provincia di Salerno. L'appalto, seguendo il dedalo della procedura, arriva alla sua quinta revisione, davanti a una commissione tecnica presso il ministero dell'Ambiente, piena di professoroni, quindi ardua da affrontare. A un certo punto si alza un ingegnere e mi chiede: "Ma scusi, ingegnere, questa materia che viene nella movimentata nella vasca, esattamente cosa è?"». E cos'era? «Io gli rispondo così: "Caro, professore, con rispetto parlando: è merda. Stavamo parlando di un impianto di depurazione liquami! ». Ha accusato il colpo? «Macché. Si è messo a gridare, indignato: "E secondo voi possiamo fare vedere la merda? Dobbiamo fare tutta questa tratta al chiuso"». Non aveva senso? «In astratto. Io gli ho risposto: "Senta, processore: mi pagano a percentuale e io sarei contento. Basta che lei sappia che il costo passa da 2,5 a 5 miliardi di lire"». Come è andata a finire? «Grazie a Dio, il presidente della commissione ha troncato la discussione e ha detto: "Va bene, va bene. Grazie professore. Ma teniamo fermo il costo"». E come ha coperto le vasche? «Con un meraviglioso pergolato tipo piantagione di limoni che è costato in tutto 20.000 euro». E l'odore? «In quella fase la materia organica non produce esalazioni». Andrea Cioffi è un grillino anomalo, nella delegazione di governo del M5S. Militante di antica data, ma anche più grande di anagrafe rispetto alla media. Eletto a Salerno dopo essere stato l'avversario di Vincenzo De Luca, è vice di Luigi Di Maio al Mise. Lei è nato a Massa ma cresciuto in Campania. «Mia madre è di Massa e mio papà è di Salerno. Lei disse: "Dovrà vivere in Campania, almeno che nasca a casa mia!"». Ed è diventato ingegnere. « Ho fatto di tutto per non entrare nello studio di mio padre, come voleva lui. Desideravo fare fisica o geologia. Poi ho scelto ingegneria, facendo altri lavori, e ci ho messo nove anni a laurearmi». Faceva politica? «Mai militato in nessun partito. Sono stato nel movimento della Pantera, da spettatore attivo». E poi? «Mio padre è morto da un giorno all'altro, a 74 anni. Mi sono ritrovato a raccogliere la sua eredità. Papà lavorava sempre, ogni giorno, f: no a tardi. La sua fede riporta: "Adesso mi riposo un po' facendo un computo metrico"». Ovvero? «Numero di metri quadri moltiplicato per metri quadri e per il costo della materia prima. Calcolava a mente, poi declamava la cifra è mi faceva: "Ti torna?". Con lui sono entrato nel mondo incantato dei lavori pubblici». State smontando il codice degli appalti. «Io ero molto affezionato al vecchio regolamento 350. Molti non sanno che in Italia la legge del 1865 legge sui lavori pubblici, perfezionata dalla Legge attuativa del 1895, è durata 110 anni, fino alla Merloni. Si basava sulla fiducia. Era nata in un tempo in cui gli ingegneri si contavano sulle dita. Mani pulite ne ha sentenziato la morte». Il primo voto? «Oddio. A18 anni Psi. Ma poi Pei, Pds, Di Pietre. Verdi, ed ero già disperato Una volta ho votato pure An perché a sinistra mi avevano presentato nel collegio una specie diparrcco». Lei era di sinistra? «Mai stato ideologico. Mi ritrovai Coordinatcre provinciale ii una cosa strana che si chiamava Sinistra ecologista». EÌIM5S? «Sera del 2006, lungomare di Salerno. Trovo un oanchetto degli amici di 3eppe Grilb. Mi fermo per una discussione e da allora mi ci ritrovo dentro». Attratto da cosa? «Passione. Vita. Politica delle idee. I temi su cui il Movimento è nate in Campania: le battaglie contro la "monnezza", per la legalità. Eravamo ci :ontinuo mobilitati in riunioni un po' carbonare dove si discuteva di rifiuti, di inceneritori. Mentre a Salerno governava lui, De Luca». Che lei ha sfidata «Battaglia impossibile in quel tempo. La lista presa l'uno, io il due per cento, ma quella sconfitta mi permise di candidarmi nel 2012». Adesso che deleghe ha? «Politiche industriali, infrastrutture digitali edenergetiche». Lei bocciò l'emendamento Siri? «Non direttamente. Quell'emendamento andava giudicate sulla base di una domande molto banale: chi avvantaggia? Noi pensavamo che avvantaggiasse qualcuno e abbiamo detto di no». Una delle vostre forme di militanza era andare a vedere Grillo. «La cosa più belia degli spettacoli di Beppe: potevi pensarla in qualunque modo, ma uscivi e ti facevi cento domande. È ancora così. Stavo facendo un'opera per una bonifica a Tolla. Avevano riversato i cassonetti di immondizia, le eccballe nell'impianto, i depuratori erano intasati. Applicavano l'ordinanza secondo cui dovevano mettere i rifiuti in un ambiente dove non potevano percolare. Capisce? Sulla monnezza è nato il nostro dna». La prima battaglia? «Volevano fare una centrale elettrica a Salerno. Non aveva un senso da un punto di vista energetico. Avevano 3.000 megawatt di centrali quando ne servivano 1.2CO. Il mercato dell'energia allora volava. Ora quelle aziende sono tutte fallite, chiuse, hanno solo fatto girare i soldi». Quindi lei è uno del No? «Casomai del Sì. Vai a San Francisco, riciclano fino al 92%». Lei è un uomo vicino a Fico? «"Fichiano", "dimaniano"... Orrori lessicali ed errori politici». Di Maio deve restare capo? «Chi meglio di lui?». Una cosa che sta facendo al governo? «Mi sto appassionando al tavolo sull'intelligenza artificiale». E sull'industria? «Abbiamo fatto l'emendamento sulle auto elettriche e sul motorino elettrico. Anche lidrogeno è un motore elettrico. Questo piccolo passo cambierà il futuro». Però svantaggia Fca. «Fca a volte è italiana e a volte no. Intanto ha la sede in Olanda». Più conveniente. «In Olanda hanno un regime di tassazione di favore. Non si può parlare di Europa unita quando nell'Unione hai dei veri e propri paradisi fi scali». Ha una buona notizia? «In Campania a settembre parte la prima fabbrica di batterie al litio». Cosa dice dei minibot? «È un modo per pagare i debiti della Pa. Io stesso ho crediti per più Draghi però è contro. «Ci diano un'altra soluzione. Facebook, autorizzata, sta facendo la sua moneta... Il mondo corre, il rischio è che comanderanno solo le grandi società private e torniamo perla prima volta, dopo 200 anni, al sistema delle oligarchie». State lavorando bene o male al governo? «Io esco tutte le sere per ultimo. Facciamo cose complicate che abbiano bisogno di tempo. Parliamo di risultati a lungo termine. S: vedranno in mesi, anche anni». Un sogno? «Una sfida tecnologica per fare un finanziere elettronico. Non corrompi un software». Perché dovremmo aver fiducia? «Vede, una volta dovevo costruire 7 chilometri di fognatura divisi su comuni. Rischiavano di perdere i mitici finanziamenti Por. Chiedo alla Società di costruire i primi 450 metri di condotta fognaria. È quello mi fa: "Ci metto un giorno!". E finisce davvero in un giorno. Chiamo l'appaltante e gli dico: "Compra una skateboard e una corda"». E poi che fa? «Mi infilo nel cunicolo. E mi faccio tirare. Era largo 45 centimetri. Ero bagnato, e avevo dovuto curvare. Dico all'impresa: "Rifatelo". Lo abbiamo fatto tre volte, sempre con la prova dello skate». E alla fine? «Mi dice: "Ingegnere, ora ho capito". E io: "Bravo. Ora puoi fare gli altri 6 chilometri e 550 metri"». Morale della favola? «Solo quando capiscono chi sei, e che sai, il lavoro si fa. Dopo che imposti bene la partenza, puoi immaginare l'arrivo. Vale per la fogn a, si figuri se non vale per il governo! ».

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Foto: INGEGNERE Andrea Cioffi, militante M5s della prima ora, è nato a Massa (Toscana) ma vive da sempre a Salerno [Ansa]