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31/05/2019

Mille operai in meno all’anno «E’ allarme per il lavoro nero»

Il Messaggero

Il sindacato ha tracciato un bilancio dei dieci anni di lavori per la ricostruzione Duro monito della Cgil in un convegno «Bisogna ripristinare il Durc di congruità» IL BILANCIO
«Attraverso una legge regionale deve essere reintrodotto il Durc di congruità». É l'appello lanciato dal segretario regionale Fillea-Cgil Abruzzo e Molise Silvio Amicucci al convegno "Il lavoro edile nei cantieri dei crateri sismici e nella regione", che si è svolto ieri alla Cgil. Amicucci ha ricordato che «nell'edilizia si va verso tante degenerazioni e bisogna apportare dei correttivi. Dopo il 31 dicembre 2016, ultimo giorno che era in vigore il Durc di congruità, il numero degli operai iscritti alla locale casse edile è sceso di mille l'anno: vuol dire che è aumento il lavoro in nero o sommerso. Insomma ci possono essere delle persone che hanno un contratto part time e invece sono impiegate 8 ore al giorno o lavorano in nero. Con lo strumento del Durc di congruità, ad esempio, si può verificare quanti operai servono per la costruzione di un palazzo in un certo periodo di tempo e quindi combattere le irregolarità». All'appuntamento hanno partecipato Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea-Cgil, Graziano Gorla, segretario nazionale del Dipartimento legalità della Fillea-Cgil, Carmine Ranieri, segretario Cgil Abruzzo e Molise, ed Emanuele Verrocchi, segretario provinciale Fillea-Cgil. Prima del convegno, si è svolta la "Festa del tesseramento", con il pranzo dei lavoratori dei cantieri in piazza Duomo. Verrocchi ha sottolineato che «nel 2018 sono stati impiegati in città 800 lavoratori in meno. Aumenta l'età media, 45 anni, sono numerosi gli operai stranieri e scarsa attrazione del settore verso i giovani. Nelle imprese alto il turnover: 151 le nuove iscritte e 315 quelle cancellate, la maggior parte provenienti da altre province. Dalla nostra esperienza nei 2 crateri, 2009 e 2016-2017, c'è l'urgenza di una legge nazionale sulle emergenze e sulle ricostruzioni che omogenizzi le norme e guardi allo sviluppo delle aree colpite dalle calamità». Genovesi è intervenuto sul decreto nazionale "Sblocca cantieri": «Per me questa norma è una fake ` Pranzo in centro per gli operai e sopra il segretario Marrelli news! Se ci fossero cantieri fermi avrebbe senso intervenire per farli ripartire, con proposte che già sono in campo iniziando dalla salvaguardia delle imprese che sono in difficoltà. Oggi il vero "Sblocca cantieri" sarebbe uno strumento che permetta meno passaggi burocratici dal Cipe alla progettazione esecutiva, tutto questo non c'è, ma ci sono una serie di norme che riproducono la vecchia legge Lunardi, cioè il "General contractor", ovvero chi progetta, esegue e collauda è la stessa persona. É come chiedere all'oste se il vino è buono! Insomma si aumenta la percentuale di subappalto, noi abbiamo adesso il 30% massimo di opere subappaltabili, il decreto di riforma le porta al 50%, vuol dire che in un cantiere ci saranno fino a 15-16 imprese che operano. Un imprenditore per vincere la gara per fare il massimo ribasso dove risparmia?». Stefano Castellani