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29/12/2018

Milioni di pasti ai poveri senza usare soldi pubbli ci

Libero - ANTONIO CASTRO

La beneficenza privata
Grazie ad accordi con enti e associazioni, Intesa Sanpaolo ha distribuito ai bisognosi cibo, posti letto e farmaci. Messina: «Patto per la crescita»
■ Il governo innesta la retromarcia e assicura che «con il primo provvedimento utile» provvederà a rimodulare la tassazione che rischiava di radere al suolo il mondo del volontariato, le associazioni di assistenza e beneficenza. Anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ieri ha dovuto ammettere l'errore «per la fretta» e promesso che si correrà ai ripari. Con un popolo di oltre 5,5 milioni di volontari che supplisco quotidianamente alle mancanze crescenti dello Stato il raddoppio dell'Ires agevolata (portata dal 12% al 24%), avrebbe raso al suolo una tradizione secolare di solidarietà diffusa. Ne avrebbero fatto le spese oltre 350 mila (Croce Rossa, Banco Alimentare, Sant'Egidio, Humanitas, Opera San Francesco, Don Orione, Cottolengo). Migliaia di piccole e grande iniziative di silenziosa bontà che sarebbero state "premiate" con una mazzata fiscale. Ora la batosta appare rientrata. Ma le associazioni vogliono leggere nero su bianco. La rivolta popolare (montata sui social dopo aver portato alla protesta anche dentro la stessa maggioranza), ha fatto il resto. Conte ieri si è cosparso il capo di cenere, ammesso la leggerezza e assicurato che il governo no n allungherà le grinfie pure su quei 118 milioni di euro di maggior gettito che avrebbe fruttato il raddoppio dell'imposta. E non si tratta soltanto di rivedere il ventilato aumento delle imposte. Il rilievo del Terzo settore, in Italia, non è solo sociale ma pure economico. Dal censimento Istat delle Istituzioni non profit (2015), si contano oltre 336mila soggetti, che si avvalgono di un popolo di 5,5 milioni di volontari. Le entrate complessive del settore ammontano a poco meno di 64 miliardi (conto economico sempre Istat ma del 2011). Pericolo scampato? Non proprio. Il rischio è che sugli appalti del volontariato si accenda la lente dell'Autorità anticorruzione (Anac). L'allarme è stato rilanciato ieri dal sito lavoce.info , che ricorda che «non c'è stato coordinamento tra il Codice del Terzo settore e il Codice degli appalti». E resta il dubbio se questi enti siano assoggettati alle procedure di tipo competitivo (come le gare di appalto, ndr). E poi potrebbero finire sotto la lente Ue per le norme sulla concorrenza. Se è vero che il governo ha promesso di ridurre l'Ires, di sicuro dal 2019 banche e assicurazioni si troveranno sul groppone tra 2019 e 2021 ben 5,6 miliardi di nuove imposte (fonte Consiglio dei commercialisti). Eppure contribuiscono a sostenere il volontariato. L'ad di Intesa San Paolo, Carlo Messina, ieri ha confermato che per il 2019 gli interventi «a favore di chi è in posizione di svantaggio e fatica a raggiungere quella soglia minima di benessere e dignità che dovrebbe spettare a tutti», proseguiranno. Grazie a interventi di filantropia la prima banca italiana nel 2018 ha consentito di distribuiti 3,6 milioni di pasti, 72mila posti letto, 36mila farmaci e 36mila indumenti. Per Intesa Sanpaolo si tratta di uno degli obiettivi del Piano 2018-2021. «I risultati economici e la solidità di Intesa Sanpaolo», puntualizza, «rappresentano il presupposto della nostra attività a favore di chi è in posizione di svantaggio». Messina ha ricordato che «sono molti gli uffici della Banca impegnati in questo sforzo che tocca direttamente tante persone e famiglie, in quello che è diventato un vero e proprio patto per la crescita, tra la Banca e la società civile. Quest'anno abbiamo messo tutto il nostro impegno nell'aiutare le persone in difficoltà: continueremo allo stesso modo nel 2019».