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25/06/2020

Milano, tangenti Atm arrestato un dirigente

Il Messaggero - Claudia Guasco

Retata per gli appalti
Appalti truccati e tangenti alla metro di Milano. Tredici persone arrestate, tra le quali un dirigente dell'Atm. Truccate gare per 150 milioni. A pag. 15 MILANO Così Paolo Bellini, dirigente Atm, definisce senza giri di parole il suo ruolo professionale: «L'altro mio compito è fare la pu..ana, cioè io faccio procacciazione, porto a casa il lavoro. Ho altre società, per cui do a quello, a quell'altro. Qual è il mio guadagno? Un quid mensile, come se prendessi uno stipendio. Certo, a livello deontologico non è piacevole in azienda far questo. Però è tutto molto occulto». Evidentemente non lo è stato a sufficienza. Alcuni esposti ha fatto scattare un inchiesta che ha portato alla luce un articolato e remunerativo sistema di tangenti per le gare di manutenzione e innovazione delle metropolitane indette negli ultimi due anni dall'azienda dei trasporti del Comune di Milano. MAZZETTE E BENEFIT In base alle indagini della Procura e del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza, almeno otto appalti per un importo complessivo di 150 milioni sono stati truccati, comprati in cambio di mazzette versate o pattuite. Dodici gli arresti in carcere più uno ai domiciliari, con le accuse di turbativa d'asta e corruzione, disposti dal gip Lorenza Pasquinelli: tra ottobre 2018 e luglio 2019 sono state «registrate promesse e dazioni di denaro» per oltre 125 mila euro e svariati benefit (Iphone, carte sim, pc) in cambio dell'aggiudicazione dei contratti. Cuore del sistema è il manager Bellini, «responsabile Unità amministrativa tecnica complessa sugli impianti di segnalamento e automazione» delle prime tre linee della metro e della 5. Non per nulla il gip parla di «metodo Bellini»: è lui che, secondo le accuse, infiltra i suo uomini nei subappalti, fa vincere le gare e assumere gli amici in Atm. A uno di loro, convocato in ufficio per suggerigli le risposte in vista del test di ammissione, confessa spavaldo: «Adesso abbiamo tutta la manutenzione del segnalamento della linea uno, due e tre. Ci siamo buttati sulla fibra ottica e abbiamo fatto una parte di Expo. Dove salta fuori lavoro, noi ci buttiamo». Tra i lavori gestiti dal manager - con cui collabora anche l'ex D'Alema boy Edoardo Lupi (indagato) - c'è «l'eliminazione delle porte di banchina», da affidare a una società a lui riconducibile, per il problema delle brusche frenate dei convogli che lo scorso autunno hanno provocato cadute e feriti con l'apertura di un fascicolo per lesioni colpose a carico di ignoti. E nella lista di indagati e arrestati, rileva il procuratore capo Francesco Greco, «spiccano gli esponenti di Siemens Mobility, Alstom Ferroviaria, ` Engineering informatica, Ceit, Gilc impianti civili e Ctf impianti», tutte iscritte per la legge sulla responsabilità amministrativa. Dai colloqui emerge come Bellini «si districhi nel groviglio di rapporti illeciti senza alcun timore reverenziale». Dalla sua scrivania passano, tra gli altri, l'appalto da 127 milioni per il nuovo sistema di segnalamento della M2, la manutenzione degli impianti di tlc della M5 (526,5 mila euro), una gara da 18 milioni (definita «un bel lavoretto») per l'installazione delle colonnine elettriche per gli autobus in tutti i depositi. SOSPENSIONE Alle imprese interessate a partecipare alle gare di Atm, il manager offriva la propria consulenza sotto forma di informazioni privilegiate rubate all'azienda e consegnate su chiavetta o cd - con sopralluoghi riservati, la supervisione e correzione delle bozze d'offerta, l'indicazione precisa delle percentuali di ribasso da presentare per vincere le gare. In cambio otteneva la promessa di versamenti in denaro proporzionati all'appalto e in rate mensili, oltre all'impegno delle società di coinvolgere come subappaltatori i nomi scelti da Bellini. Il direttore generale di Atm, Arrigo Giana, è furioso: «L'azienda non lascerà nulla di intentato se si confermerà la posizione di questi signori, gli togliamo la carne dalle ossa. Intanto sono stati sospesi dal servizio e dalla paga». L'inchiesta nel frattempo rischia di trasformarsi in una bomba politica. «L'Atm è un'eccellenza milanese e il suo lavoro non sarà infangato dalle malefatte di pochi», commenta il sindaco Giuseppe Sala. Ma l'assessore lombardo alla Sicurezza Riccardo De Corato incalza: «Anche Tangentopoli, ventotto anni fa, è cominciata con le stesse mazzette . Claudia Guasco