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01/10/2021

Mila OnderROMALa legge per la concorrenza non è ancora arrivata sul tavolo del Consiglio dei mi

Il Giornale di Vicenza

Mila OnderROMALa legge per la concorrenza non è ancora arrivata sul tavolo del Consiglio dei ministri, ma con il lavoro del governo ancora in corso e l'obiettivo indicato da Mario Draghi di approvarlo entro ottobre, l'Antitrust traccia alcune delle priorità per liberare il Paese dai «lacci e lacciuoli» che ancora lo soffocano. La dicitura è antica, prima dell'attuale presidente dell'Autorità, Roberto Rustichelli, molti l'hanno già utilizzata per descrivere lo stato di restrizione in cui versa l'economia italiana. Ma negli anni la situazione è evidentemente poco cambiata e ora la fiducia è riposta tutta nella riforma annunciata dall'esecutivo Draghi per portare a casa gli obiettivi di crescita e sviluppo del Pnrr. Attenzione, però, è l'avvertimento che arriva dall'Autorità. Il Piano potrebbe infatti essere messo a rischio da alcuni dei peggiori difetti del Paese. In particolare, l'eccesso normativo da una parte e la corruzione dall'altra. Per questo, dopo le indicazioni nella segnalazione al governo nel marzo scorso (e in parte già assorbite nelle bozze del ddl circolate finora), la parola d'ordine se si vuole dare una spinta al tessuto produttivo italiano deve essere oggi più che mai semplificare. «Le incognite sull'attuazione del Piano - ha spiegato Rustichelli - sono molte, a partire da un quadro normativo ipertrofico che fa da freno agli investimenti». Il rischio è che le risorse in arrivo «non riescano a tradursi tempestivamente in opere pubbliche». D'altra parte, la corruzione continua ad essere un fenomeno radicato che va combattuto con forza. Non a caso, il 74% dei procedimenti in materia di corruzione riguarda proprio il settore degli appalti pubblici, in particolar modo le procedure di gara (82%) più che gli affidamenti diretti (18%). Da qui la necessità urgente di rivedere il Codice degli appalti che, pur essendo stato modificato più e più volte, «non solo non è stato in grado di contribuire a ridurre gli illeciti, ma rischia, con le sue farraginosità e complicazioni, di ostacolare il conseguimento degli ambiziosi obiettivi assegnati al nostro Paese».