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24/04/2021

Migranti, i conti non tornano?

Gazzetta del Sud - Rocco Muscari

L' inchiesta della GdF all' esame della Procura presso la Corte di Catanzaro I magistrati ipotizzano perl' anno 2011 un danno erariale da1 milione di euro per il" modello Riace" da 337milaa carico del Comune di Cauloniae poco più di 100mila per un' associazione di Stignano
I l sistema di accoglienza degli immigrati in Calabria, compreso il" modello Riace" ,è nuovamente sotto la lented'ingrandiment o. Questa voltaè la Procura regionale della Corte dei Conti della Calabria che, al termine di una minuziosa attivitàd' indagine svolta dalla Guardia di Finanza, ha inviato una richiestaa fornire deduzioni, nel termine di 45 giorni dalla notifica dell' atto, che si compone di 78 pagine, in ordine ad un ipotizzato danno per una somma complessiva di 5.089.839,63 euro. Solo successivamente la Procura contabile potrà decidere di emettereo meno un atto di citazione in giudizio. La somma sarebbe stata indebitamente percepita nel corso della gestione dell' emergenza relativa all' afflusso dei migranti provenienti dal Nord Africa nell' anno 2011. In sintesi,è emersa la sussistenza di elementi per l' affermazione della responsabilità amministrativa-contabile nei confronti di tuttii coloro che, soggetti affidatario di rappresentanti legalio rappresentanti di fatto delle strutture affidatarie dei servizi di accoglienza, in concorso con il soggetto attuatore incaricato in ambito regionalea predisporrei necessari attie interventi per la gestione dell' emergenza «hanno ideatoe progettato un sistema dolosamente funzionalizzatoa favorirel' indebita percezione dei contributi riconosciuti in conseguenza dello stato di emergenza nazionalee della necessità di assicurare un ricovero ai soggetti migranti provenienti dal Nord Africa». Tra le persone coinvoltea livello regionale, ci sono alcuni consorzie cooperative sociali con sede legalea Roma,a Cosenzae provincia, in provincia di Catanzaro, in provincia di Crotonee nell' area Metropolitana di Reggio Calabria, coni rispettivi rappresentanti. I soggetti coinvolti nella Locride Trai soggetti coinvolti nella Locride sono stati individuati alcuni ex amministratori del Comune di Riace, per un danno erariale quantificato in 1.012.827,75 euro, alcuni ex amministratori del Comune di Caulonia con un danno erariale paria 337.078,54 euro, un' associazione con sede legalea Stignano alla quale si contesta un danno erariale di 103,688,46 euro.I danni erariali sono «da imputare solidalmente» al soggetto attuatore per la Regione Calabria, ai legali rappresentanti pro-tempore nel 2011,e ai componenti delle Giunte comunali che hanno preso parte alle delibere oggetto di contestazione. Riace sotto osservazione Scendendo nel dettaglio, per quanto concerne il Comune di Riace si evidenzia che il4 luglio 2011 il soggetto attuatore ha sottoscritto una convenzione con il Comune in relazione alla possibilità di accoglienza di 130 posti ricavati all' interno di civili abitazioni idonee per l' utilizzo. Si legge nell' atto: «Il sindaco di Riace Domenico Lucano ha dichiarato di non avere presentato nessuna offerta né manifestazione di interessee di essere stato contattato dal soggetto attuatore Mazzeo (indicato in seguito nel «signor Salvatore Mazzeo») nello stesso giorno della sottoscrizione della convenzione per la disponibilità ad aderire al piano di accoglienza». «Lo stesso Lucano- si legge- ha anche chiarito che il Comune non ha emesso fatture ma che, come ente gestore, ha documentato le spese sostenute attraverso le fatture prodotte dalle varie associazioni che hanno gestito il servizioe che hanno anche stipulatoi contratti di fitto per le civili abitazioni utilizzate perl'a ccoglienza». Sul punto si evidenzia: «Le dichiarazioni rese dal sindaco del comune di Riace in ordine alla mancata emissione di fatture da parte dell' ente territorialeè confermata dai controlli svolti dalla Guardia di Finanzae tale circostanza, restando impregiudicata la valutazione sulle irregolarità fiscali, rende assolutamente incomprensibile la condotta del soggetto attuatoree dello stesso sindaco in considerazione della circostanza che gli stessi avevano sottoscritto una convenzione che obbligava il soggetto affidatarioa presentare la fatturao un documento equipollente per ricevere la liquidazione delle prestazioni ricomprese nella convenzione». Le delibere sotto esame La Giunta del Comune di Riace in data6 settembre 2011, con delibera n. 46, ha individuato6 strutture associative con le quali sono state sottoscritte delle convenzioni in data 3 novembre 2011e con la successiva delibera n. 10 del3 febbraio 2012 ha stabilito di prorogare gli accordi già assunti: «In sostanza- si rappresenta nell' atto- le convenzioni sottoscritte dal Comune di Riace sono delle vere e proprie sub convenzioni ovvero dei subappalti che si pongono in palese contrasto con la convenzione sottoscritta con il soggetto attuatore che escludeva espressamente la possibilità del sub affidamento in toto dei servizi a terzi». Presunte irregolarità Altre presunte irregolarità «si ravvisanoa seguito dell' accertamento che tali strutture risultano non avere requisiti di particolare specializzazione». In diversi casi «si tratta di strutture da poco costituiteo comunque da poco convertite verso finalità coerenti con l' accoglienza dei migranti». In conclusione: «Le anomale modalità di gestione dell'a ccoglienza come riassunte non consentono di giustificare l' affidamento dei servizi in assenza di idonea documentazione e, successivamente, la liquidazione dei corrispettivia favore di soggetti poco qualificati che hanno svolto il ruolo di sub affidatari, in violazione delle norme,e che hanno, pur privi di partite Iva, emesso fatture». Capitolo Caulonia Per il Comune di Caulonia il danno erariale stimato dalla Guardia di Finanza nell' ambito dell' indagine ammontaa 337.078,54 euro. Nell' atto della Procura contabile regionale si indicano quali soggetti interessati alla vicenda l' allora legale rappresentante pro tempore del comune di Caulonia, individuato nel sindaco Ilario Ammendolia, nonché5 persone che hanno ricoperto la qualità di membri della Giunta comunale di Cauloniaa fine 2011e il soggetto attuatore per la regione Calabria. La convenzione Per Caulonia si rinviaa una convenzione siglata il 4 luglio 2011 tra il soggetto attuatoree il Comune «con la decorrenza fissata al 23 luglioe la scadenza al 31 dicembre 2011 per il ricovero di 50 persone all' interno di civili abitazioni, sulla base di un' offerta asseritamente presentata in data 20 aprile 2011 ma non citata nella convenzione». In data8 novembre 2011 la Giunta Comunale di Caulonia «con la deliberazione n. 354, ha preso atto della convenzione sottoscrittae dell' autorizzazione da parte del sindaco», che risulta rilasciataa un consorzio per assicurare tuttii servizi previstia favore dei soggetti migranti, «circostanza che non risulta esplicitata nell' offerta presentata alla regione Calabria». Si ritiene che «la documentazionea supporto degli accordi tra il Soggetto attuatoree gli affidatariè palesemente contraffattae pertanto risulta poco credibile». Il 23 novembre 2011 la Giunta comunale di Caulonia, con la delibera n. 359 «a parziale modifica della precedente deliberazione n. 354, ha stabilito di assumere in proprio alcuni dei servizi già affidati» al consorzio, con modifica in data7 dicembre 2011 dell' accordo intercorso con il consorzio che non risulta trai soggetti dalla Procura contabile. Accordi sotto esame Anche in questa circostanza, come nel caso di Riace, la Procura contabile ritiene che gli accordi intercorsi tra il Comune di Cauloniae il Consorzio «si pongono in palese contrasto con le previsioni della convenzione sottoscritta con il soggetto attuatore dal momento che, sulla base delle norme nella stessa contenute, il soggetto affidatario avrebbe dovuto porrea disposizione delle strutture perl' accoglienza e, prima di riceverei compensi pattuiti, avrebbe dovuto emettere le necessarie fatture attestanti le prestazioni offerte». «La convenzione sottoscritta- si sottolinea nell' atto- non rendeva possibile, come avvenuto, di subaffidare per internoi servizi offerti per un corrispettivo di 43,00 euro al giornoa persona senza alcuna dist inzione». Fatture sotto osservazione Tral' altro la Guardia di Finanza ha rilevato che il consorzio avrebbe fatturato operazioni di valore corrispondentea 600 mila euro nell' anno 2011 «conl' applicazione non corretta del 4% mentre, per gli anni successivi, inspiegabilmente le fatture vengono rilasciate senza applicazione dell' Iva consentendo così al consorzio di introitare un maggiore compenso».A questo si aggiunge una remunerazione ritenuta «non giustificata dei posti convenzionati non occupati (euro 21.400,00)». La difesa Nell' atto di invitoa dedurre, per come stabilito dal codice di giustizia contabile,i soggetti interessati hanno un termine di 45 giorni dalla notifica per esaminare tutte le fonti di prova indicatea base della contestazione formulatae depositare le proprie deduzioni ed eventuali document i. © RIPRODUZIONE RISERVATA l Comune di Riace sottoscrisse veree proprie sub convenzioni, in contrasto con la convenzione s ot toscrit ta col soggetto attua to re orrisp ett ivi liquidatia favore di soggetti poco qualificati col ruolo di sub affidatari, che hanno emesso fatture pur essendo privi di partite Iva ucano ha chiarito che il Comune non ha emesso fatture ma documentato le spese attraverso le fatture prodotte dalle associazioni nchea Caulonia il Comune ha subaffidatoi servizi per un corrisp ett ivo di 43 euro al giornoa persona senza alcuna di stinzione

Foto: I sindaci dell' accoglienza Mimmo Lucano, all' epoca primo cittadino di Riace ed Ilario Ammendolia, ex sindaco di Caulonia